lunedì 4 maggio 2009

La vera storia di quel giorno #5


Per chi ancora non avesse letto:


Forse non ho ben capito cos’è un privè, ho la sensazione che questa sera non vedrò un’esibizione ma, anzi, ne farò parte. Scosto il pesante telo e davanti a noi si mostra il buio corvino accompagnato dal rimbombante silenzio, ogni nostro passo disturba la quiete della stanza, ma avanziamo ugualmente con indifferenza, alla cieca, finché la strada schiarisce poco alla volta permettendoci così di visualizzare un ostacolo nero, un pannello stratificato a pochi metri da noi, se non avesse una particolare lanterna appesa al suo centro sarebbe un’inutile parete spoglia e saremmo subito ritornate indietro – Ma aspetta! - strizzo bene gli occhi - Aspetta c’è qualcosa! - scorgo con fatica altri due varchi uno a sinistra e uno a destra del pannello stesso – Oddio! quelle stanze sono ancora più buie di questa -.
Elisa s’avvinghia al mio braccio e come al solito prima di una sua considerevole rivelazione sfoggia il sorriso alla Joker: “Cara, benvenuta nel labirinto, questa sera sceglierai la tua strada senza l’aiuto della ragione, bensì servendoti unicamente del tuo buon istinto”. 
Giro dunque a destra portandomi a braccetto Joker, la strada prosegue lungo un angusto corridoio privo di luce, devo lasciarmi guidare dalla mia sensibilità tattile, sfioro perciò le pareti con le mie timide dita finché mi accorgo che su di esse ci sono alcuni fori giusto all’altezza della mia testa, ciascuna apertura è larga circa cinquanta centimetri di diametro, infilo quindi la capoccia in una fessura e scopro con stupore una camera da letto illuminata dalla fievole luce color ghiaccio, al centro un enorme letto rotondo coperto da un lenzuolo di raso bianco e in parte, alla destra, un divano foderato dello stesso tessuto rivolto verso il lettone. Introduco così la testa nei prossimi buchi e in ognuno scopro enormi stanze con un letto sempre diverso e con a lato una poltrona o un divano. – Ma quante sono? – Giriamo a destra poi a sinistra e ancora a sinistra, ogni svolta ci conduce in simili viuzze dove scovare diverse camere da letto, finalmente arriviamo ad un vicolo cieco, ma questa volta la stanza differisce dalle altre, è una cella, o meglio, una stanza delle torture illuminata da rosse candele, simili a lampade votive.
In internet avevo visto diverse foto di persone legate e appese come salami, ho notato che la corda va stretta anche alle parti intime, compresi i testicoli, esistono varie tecniche per avvolgerli fino a restringerli, ovviamente le parti diventano incredibilmente violacee, spesso il viso viene nascosto da una museruola, probabilmente per coprire il volto rigonfio dalle “commozioni”. Qui davanti a me c’è tutta la cordatura adatta per intraprendere questo giochetto, inoltre ci sono anche delle sferze, degli staffili, delle verghe, delle mollette e tanti altri strumenti strani, ben ordinati e agganciati sulla parete difronte a noi, c’è addirittura un tavolo cui poter intrappolare mani e piedi della vittima-protagonista e una strana poltrona su cui ci si deve solo accomodare a pancia in giù per attendere i numerosi colpi. 
– Sicuro qui c’è stata gente la quale è dovuta correre all’ospedale –
Elisa impugna una specie di randello e se lo porta a livello della bocca confondendolo con un microfono: “Che dici? Ritorniamo in discoteca? Beviamo un paio di Martini e quando arriva la calca ci addentriamo ancora qui dentro?” Accetto volentieri, ho proprio bisogno di alcol. Qui in questa fottutissima festa privè non c’è un posto dove poter fumare - Niente fumo? Allora vada per il sollievo alcolico - E pensare che fino a circa un anno fa non fumavo affatto, al massimo bevevo uno o due Spriz il fine settimana, ero una salutista, perlomeno mi ci sentivo, ero addirittura impegnata in uno sport agonistico. Adesso invece trasgredisco in ogni dove e la salute la lascio farsi friggere.
Ritorniamo con difficoltà nel locale da ballo e mentre Elisa si accinge al bar per ordinare le nostre bevande io mi avvicino all’invitante banchetto, mi limito a mangiucchiare qualche salatino finché ad un tratto mi imbambolo davanti a una visione aurica e – cazzo - dimentico di chiudere la bocca. A pochi passi da me c’è quella ragazza la quale avevo adocchiato pochi minuti fa, ora si trova sul cubo a ballare la pole dance – wow! – è proprio davanti al palo e guardando in basso shakera le spalle a ritmo di musica strapazzando violentemente i seni divisi dall’imponente asta, scende giù, senza mai fermarsi, allargando lentamente le gambe e mostrando a poco a poco tutta la sua glabra intimità dalla quale affiora una piccola prominenza rosea divisa da un finissimo spago nero – “hhhhha” – aspiro brutalmente dimenticando di non aver ancora ingerito tutti i salatini in bocca. Se non fosse per Elisa o meglio per il Martini sarei morta soffocata,  sarei comunque morta volentieri lì.






È ormai mezzanotte e mezzo, dopo un paio di Martini e qualche movimento cadenzato Elisa decide che è giunta l’ora: “È giunta l’ora Cicci”
“ùi, già a casa?” e intanto continuo a sculettare attorno a una simpaticissima trans, senza però perdere mai di vista quella dea dai cappelli lunghi e dalla carnagione meticcia. 
“No, scema! È l’ora del privè”.
Mi ero già dimenticata del privè, è divertente ballare qui, la maggior parte delle persone si scatenano completamente nude, permettendo il sudore di scintillare sui propri corpi. Anch’io vorrei togliermi il vestitino per mostrare la farfalla d’argento dietro il mio tanga e rimanere in collant e scarpette in vernice nero, tacco sette centimetri, ma niente, la mia timidezza me lo proibisce.
Elisa mi fa cenno di andare – Santo Cielo quanta fretta! – perciò, entrambe con passo deciso, solchiamo la tenda smorzando all’improvviso l’allegra musica. Mi accorgo subito che il buio è privo di quel precedente silenzio tombale, c’è qualcosa di diverso ora, rallento la marcia, il mio cuore sussulta, ho smesso di respirare.
Quello che sento sono gemiti di eccitazione, sono numerosi fremiti e sospiri di parecchi uomini e donne, questo corridoio si è trasformato in un torbido cunicolo di alitanti fragori. Riprendo a respirare con affanno. Ho il batticuore. 
Raggiungiamo la lanterna e questa volta scelgo di girare a sinistra, c’è un lungo corridoio prima di raggiungere il foro, Elisa sgattaiola pochi passi più avanti, mentre il buio e le vibrazioni di puro godimento sono sempre attorno a me. Senza alcun preavviso sento una mano toccarmi la schiena e ancora le gambe, un’altra il sedere, un’altra l’interno coscia, sobbalzo: “Elisa!” - Che sciocca, non può essere lei, è davanti a me, ha già raggiunto il primo foro. Da dove cazzo arrivano ste mani? – Un intenso brivido mi assale, mi giro e rigiro, fatico a intravedere i volti, tuttavia avverto perfettamente una decina di mani accarezzarmi ovunque, ed eccone una stringere fervidamente la mia parte intima fino a scostare le mutandine e sfiorare la mia piccola sporgenza, delle madide labbra s’appoggiano sul mio orecchio e sussurrano con voce provocante: “Vieni con me”. Senza ragionarci troppo cerco di svicolarmi, tento di fuggire da questa geenna d’infervorati. Mi libero e raggiungo Elisa guardandomi bene alle spalle. Sono sicura che se avessi seguito quella voce sarei stata penetrata da numerosi uomini in pochi istanti, magari avrei anche goduto come mai prima ad ora. Non lo so, sono confusa e sento il mio corpo accalorarsi sempre di più. 
Spio insieme ad Elisa, dalla prima finestrella. Nella stanza ci sono una decina di donne e uomini addensati tra loro. È la prima orgia che assisto dal vivo, eppure tutto questo mi appare un evento estremamente naturale ed emozionante, ogni movimento è eseguito con estrema naturalezz poiché guidato dal puro istinto. – Perché ci sottraiamo al sesso di gruppo e alla promiscuità? Perché ci priviamo di tanta bellezza? Se solo potessi sfogare i miei istinti seguendo gli atteggiamenti più naturali, eliminando dunque ogni precetto sociale, mi sentirei certamente più libera e appagata –.

“Non ti nascondo di sentirmi eccitata, ho una voglia sfrenata di consumare i miei desideri carnali, ma non ce la faccio a lasciarmi andare” Con vigore mi mordo il labbro inferiore, quasi a volermi zittire per continuare a osservare meglio una coppia affiatata, la quale riesce a emanare delle sibilline vibrazioni volte verso il mio basso ventre e far circolare impetuosamente un’essenza estranea in ogni mia vena, riesco a percepire gli stessi fremiti dei due, è come se quelle mani e quelle lingue stessero lambendo anche me ubriacandomi la mente e rallegrandomi il corpo, le loro gesta e il loro ardore trascendono da ogni legge fisica, esagitano una forza la quale riesce inspiegabilmente penetrare anche il mio corpo – Santo cielo, desidero fare sesso! -. 

“ Per quale motivo non vuoi sfogare i tuoi impulsi?” – Elisa mi guarda sconcertata come se le avessi inveito contro, ora pretende delle legittime spiegazioni.

“Ely, indubbiamente quest’orgia fa perdere la testa, ma sono comunque degli estranei e per tal motivo non utilizzano le dovute cautele”.

“Cicci, sei una sciocca! Per quello che ne so logori ancora le tue voglie sessuali con il tuo ex, lo sappiamo bene tutte e due che se non è stato fedele durante il vostro rapporto non lo sarà di certo ora che possiede la piena libertà di svolazzare qua e là come uno stornello e appollaiarsi sopra ogni accomodante nidiata. Cosa cambia ora?”

“In effetti hai ragione, potrebbe essere talmente viscido da non pensare alla nostra salute, ma dubito che sia ipocrita fino a tal punto”

“Bambina mia, continui ad essere stupidina. Dalle tue precedenti confessioni so che il tuo ex ti usa come tappa buchi in tutti i sensi, come fai a non capire?”

“Smettila Elisa!”

“Invece no cara, se non sai ascoltare te stessa abbi almeno la volontà di ascoltare me, a quanto pare la sottoscritta ne capisce un pochettino di più. Ad esempio il tuo beneamato ex preferisce uscire con i suoi amichetti anziché starti vicina mentre ti senti male o dichiaratamente malinconica, è arcinoto che passa il tempo con te ogni qualvolta gli tira il pisello o, appunto, quando i suoi alleati non sono reperibili, non siete dunque amici né amanti. Lo sai bene che non riesce a starsene solo a casa a guardare la tv o leggersi un libro o il tuo blog, non gli interessano queste cose, lui certamente non vive per te, è il tuo ex per l'appunto, vive solo per se stesso godendo di chiunque. E allora? Non sei una tappa buchi e una scimunita? Tesoro mio, qui non ti trattano come un usa e getta, qui ti venerano, ti danno la possibilità di ascoltare te stessa e i tuoi piaceri lussuriosi, qui ricevi, ma soprattutto al di fuori delle mutandine non ti verrà tolto nulla di più”.

“Perché di solito di cosa vengo tolta?”

“Della tua dignità”.

∞ S.J.∞

Continua ...

5 commenti:

Stregatto ha detto...

ripasso stasera!!! ma non scappare :d

∞? ha detto...

:) ok, cercherò di rimanere qui

Stregatto ha detto...

accipicchia u.u ma perche io quando vado all'idea non succedono mai ste cose???? ahhahaha
e anvedi elisa..tutta sta cultura di negozi svedesi e te lo dice solo ora? portandotici così? e a lei chi l'ha portata li? hihiihih

cmq..attenta che se te sentono in giro organizzano qualche retata! LOL
Per la situazione che passi..bhe credo che ely abbia ragione...ma magari poi l'hai capito...
ci vediamo alla prossima puntata :D

∞? ha detto...

bè, diciamo che Ely frequenta spesso questi posti.
Una sera le ho chiesto di voler entrare in un Night e di voler vedere anche delle drag queen ... Mi ha accontentata, diciamo che in questo posto ho visto di tutto e di più :)

Hey please, segnalami gli errori!

Ciao e buona giornata ;)

I'M SO GUY ha detto...

Grazie per la visita... :) a presto! :)