sabato 9 maggio 2009

La vera storia di quel giorno #9



Per chi ancora non avesse letto:
- La vera storia di quel giorno
- La vera storia di quel giorno #2
- La vera storia di quel giorno #3
- La vera storia di quel giorno #4
- La vera storia di quel giorno #5
- La vera storia di quel giorno #6
- La vera storia di quel giorno #7
- La vera storia di quel giorno #8


Usciamo dallo stabile e finalmente fumo una sigaretta, osservo l’edificio davanti a me e ancora mi domando come possa un posto esteticamente futile essere un prestigioso privè, ma soprattutto è incredibile il fatto che esistano persone eccentriche e senza pudore le quali probabilmente incontriamo in altri panni, totalmente diversi a lavoro, a casa o tra gli amici. Alla gente piace mascherare il proprio vero apparire, quindi potrebbe essere veramente difficile condividere qualsiasi particolarità di sé con una determinata persona, ma ancora non capisco perché ossequiamo la verità per poi rinchiuderla avidamente in noi, privandoci del piacere d’essere capiti ed amati per quello che siamo realmente, è stupido, ma è la realtà dei fatti.
Saliamo in macchina, la strada è lunga ma non ho voglia di parlare, non c’è nulla da dire.
Sento ancora freddo e soprattutto mi sento sola, senza amore, senza qualcuno il quale poter scambiare sguardi d’intesa, con cui scherzare e ridere fino a sentirci dei bambini, a cui stringere a me e sussurrare all’orecchio “io! Sono io ad amarti realmente”, non c’è calore umano che sappia denudarsi e avvolgermi di veri sentimenti, ci sono solo io, tremolante, che guardo fuori dal finestrino e osservo passarmi a fianco quel fantomatico edificio blu.

La strada del ritorno è sempre molto più rapida dell’andata, chissà perché. Arrivo a destinazione, perciò ringrazio Elisa per la serata e la saluto affettuosamente. Ancora qualche passo a piedi e raggiungo casa, ma non ho voglia di rientrare adesso, desidero invece fumare un’altra sigaretta, da sola, e aspettare l’alba seduta su una vecchia panchina di una fermata dell’autobus oramai inagibile. Difronte a me si mostra un vasto campo di grano che attende d’essere sfavillato dalla prima luce, mi metto quindi comoda, mi copro bene con il lungo cappottino e fisso l’orizzonte aspettando pazientemente.





Il fascino del nuovo giorno è sempre incantevole, denudo la mia mente per qualche secondo, questo momento dev'essere impresso bene nella mia memoria, desidero renderlo mio e soprattutto non voglio dimenticarlo mai. Mi rannicchio, portandomi le gambe al petto, e nella pace del silenzio osservo emozionata la spettacolare bellezza della natura.

È ora di concludere la serata, ma resto ancora un po’ qui ad ascoltare i primi cinguettii, appoggio la fronte sulle ginocchia e ricomincio a pensare. 

- Penso a dopo, a me che nonostante il freddo sarò scoperta e senza veli sul mio lettone, come sempre mi raggomitolerò nascondendo il viso tra i pugni, chiuderò gli occhi e ascolterò il mio vuoto, il tuo silenzio e me stessa senza di te. L’immancabile gelo mi rammenterà di smetterla di pensarti , perché tu, e questo lo sanno tutti, tu non sei l’uomo adatto a me, sei l’uomo più confuso del mondo e io la donna più svampita. Non sarò mai pronta né a stare con te né a stare senza di te perciò mentirò, mentirò al vuoto, al silenzio, al freddo e a te, sì anche a te, che mi avrai già dimenticata quando finalmente ti abbraccerò nei miei caldi sogni –.

∞ S.J.∞

5 commenti:

soleliquido ha detto...

Trovarsi tra confusi è la cosa più speciale. come essere il primo a commentare. incredibile, ce l'ho fatta. spero che questi 9 episodi e soprattutto averli vissuti sti 9 episodi sia servito a capire, che l'amore esiste, perché per quanto mi riguarda quello non lo era. e quindi mi rafforzo di pensare che quello vero esista.. sarà mica quello il tuo infinito che tanto cerchi? somewhere over the rainbow. chissà cosa c'è dopo sto rainbow. io me lo chiedo ogni cazzo di giorno. se saprò arrivarci oltre sto arcobaleno. in ogni salsa. come ogni versione del pezzo che hai messo sul player. ogni sfaccettatura. ogni sfumatura di significato di amore. valutala. pesala. e trovala. non credo esista nessun altro modo per salvarsi.
un abbraccio

Stregatto ha detto...

il punto non è esser soli. ma desiderare ardentemente qualcun altro..e star male per la sua mancanza. Una soluzione non c'è. come dice freud, devi trovare un tuo desiderio sostitutivo :D punta a ritrovar te stessa e creati un obiettivo.
Cavolo stasera non riesco a scrivere..sono spastico :D
ti auguro una buonanotte.. a presto :)

∞? ha detto...

:) hey ciao, come stai?

Felice di trovarti primo hihihi ;)
L'unico infinito esistente, a quanto ne so, è l'ignoranza... l'amore infinito ed/o eterno purtroppo non esiste e se esistesse, bè, allora sì, sarei la ragazza più felice della terra e non cercherei più di tanto.

:) hai sentito che playlist?!
C'è anche la versione hard rock... avevo trovato anche "Obama over the rainbow" ma... ho evitato, che è meglio. Ho scoperto anche delle cosucce interessanti su questa canzone
http://it.wikipedia.org/wiki/Over_the_Rainbow ...

Spero di saper valutare, pesare e trovare al meglio la prossima sfumatura... sempre se ce ne sarà una.

Ricambio con affetto l'abbraccio!

∞? ha detto...

@ Stregatto

Sì, esatto. Freud diceva il giusto... ed è proprio quello che sto cercando di fare ... uf :(

Ti auguro una bella giornata!

SerialLicker ha detto...

ho aspettato troppo a leggere questo delizioso, colorato, misterioso, ansioso, buio, denso e sorprendente ritaglio di anima vera.
Mi è piaciuto dalla prima all'ultima riga, come se ci fossi stato anche io (che pure in guepière sto da schifo). Ho addirittura adorato certe pennellate di sensibilità, come l'ammirazione pura per la bellezza femminile (che, ti assicuro, è anche di certi maschi) o le domande su quanti vivano la loro verità solo in capannoni nascosti da tende pesanti e come sarebbe migliore il mondo se fossimo noci che possono liberarsi dei gusci...

Giù il cappello J.
Non smettere di scrivere. E di vivere. E di cercare