lunedì 28 luglio 2008

Frase celebre


“Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”

Albert Einstein.La teoria della relatività, il modello di universo di Albert Einstein:
Se ciò che è al di là del Mondo fa sempre parte del Mondo, allora esso non può essere limitato senza che si abbia un paradosso.
Non è così per la stupidità umana invece. Considerando che le persone intelligenti sono una minoranza anch’esse largiscono i momenti di stupidità.
La storia ci insegna che la causa principale di tutti i madornali errori compiuti dagli umani non sono dovuti solo dalla malvagità, dalla vanagloria e dalla sete di potere, ma esclusivamente dalla stupidità.
D’altronde i più grandi filosofi hanno sostenuto che il cammino dell’umanità non è che un tormentato pellegrinaggio di stupidità verso il progresso e la civiltà.

∞ S.J.∞
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mercoledì 23 luglio 2008

SENTiRSi LEGATA



Mi sento legata, ma questa volta non provo il desiderio di fuggire.
le corde mi stringono e difficilmente si spezzeranno, ma non fanno male.
Ogni singola filaccia è ben robusta e rigida, sarà perché la commettitura è inimitabile …

A volte mi sento un pesce fuor d’acqua, boccheggio, ma non mi lascio andare!
Nel frattempo penso se “ i sogni sono desideri, con un velo di tristezza”,
rimugino ad occhi aperti perché presto tornerà la visione... e sarà già un sogno realizzato, senza quel velo Maya! Boccheggio perché so bene che il riflesso del sole sulla sabbia non è acqua, non mi faccio ingannare.
Tutto questo non è un miraggio.


Riprenderò a nuotare, giacché “non passerà molta acqua sotto i ponti”…
∞ S.J.∞
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lunedì 21 luglio 2008

Il mondo che mi circonda




Non esiste un'unica concezione del mondo accettabile per tutti, curioso fatto considerando che di mondi terrestri ne esiste uno solo, ognuno di noi lo vede con occhi differenti.

Ecco com’è il mondo che mi circonda:

- Vivo in una nazione sempre più in degrado, la quale strappa con veemenza qualsiasi prospettiva per il futuro degli italiani, cerco quindi di non sprofondare nella melma e di rimanere sempre a testa alta.


- Sono assediata ogni giorno di più dai protagonisti di Pirandello, ma raramente incontro Belluca. Vedo coppie infelici che procreano inevitabilmente figli insoddisfatti, incontro donne che sfornano bambini per ipocrisia, ovvero affrontano una gravidanza per il solo scopo di salvare un matrimonio mancato fin dall’inizio, oppure ascolto ragazze e ragazzi che sognano di avere un figlio simile a "ciccio bello": un pargoletto che ride, piange, rutta, piscia e caga, ma che non crescerà mai…

- Vedo bambini bacchettare e mandare a quel paese i propri genitori. Sento adolescenti chiamarsi “Emo”: ragazzi tristi, sofferenti ed orgogliosi nel tagliarsi le vene. Adocchio ventenni tenere in mano un diploma od una laurea con gli occhi smarriti. Scorgo trentenni e quarantenni disperati, affranti e delusi della propria vita, della propria famiglia e della propria carriera. Guardo cinquantenni e sessantenni malinconici, avviliti e stanchi. Avvisto a malapena settantenni ed ottantenni, sempre e costantemente segregati in casa, ancora più raro è conoscere novantenni, la maggior parte ormai ammalata.
Utopia pura è incontrare un centenario.

- Noto che ogni cosa inizia e prima o poi finisce, come la vita in sé d'altronde, se si nasce si deve anche morire , perciò è palese che tutto non può essere per sempre, è visibilmente attestato che l’infinito per noi comuni mortali (escluso forse per i numeri) non esiste.

Provoco se affermo che tutto prima o poi scomparirà sotto i nostri occhi?
Certo è indubbiamente più rassicurante illuderci dicendo che ogni cosa, persona o sentimento (come ad esempio il tanto ricercato e sospirato amore) perdurerà ad ogni inimmaginabile fenomeno e sconfiggerà impulsivamente qualsiasi legge temporale.
Siamo tutti dei sognatori dunque?


∞ S.J.∞
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martedì 8 luglio 2008

Ascolto le onde


Il riflesso della luna sulle onde del mare illumina i miei pensieri più profondi. Inspiro ad occhi chiusi il profumo d’estate e il vento di velluto mi solletica la nuca.
Il mare irrompe violentemente contro lo scoglio su cui sono seduta, le onde
si ribellano,
si infrangono,
scivolano sulla battigia esasperandola quanto più possibile,
si fanno assorbire un po’ dalla roccia e sconfitte
si ritirano
rientrando nel mare più deboli di prima.
Che importa se sono le sconfinate onde delle maree o quelle furiose delle navi veloci?
Che importa se sono portate da una brezza leggera o scosse da un vento corposo?

Onde, sono semplicemente onde.


La sigaretta strozzata tra le mie dita si rianima nella mia bocca
ed io riapro gli occhi, tutto è come prima, la luna è ancora lì, di fronte a me, chiara quanto mai.


∞ S.J.∞
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