sabato 7 novembre 2009

Non c'è niente da dire




Niente ha senso; ha senso il niente per l'appunto.
Vogliamo sentirci dei dannati immondi, impuri, sbagliati, ma speciali.
Vogliamo bucare il mondo senza sapere come e perché. Vogliamo.
Vorrei sconfiggere la noia e l’indolenza; vorrei piegare, sbaragliare, distruggere, sterminare. Vorrei.
Non potrò mai avere ciò che voglio, poiché il desiderio deve rimanere tale. E’ la condanna. Non mi accontenterò mai.
Ho desiderato anch’io, ho ricevuto, ho tolto e, a sua volta, mi è stato strappato.
Ora mi domando, come sarà non poter bramare, singhiozzare, tediare, giocare, pensare, plasmare, degustare, scappare, vomitare, amare, respirare…
Come può essere? Com’è il niente? L’infinito esiste nel nulla?
Pffff sono sbronza. sorrido. Ancora per poco. Poco, troppo poco.

∞ S.J.∞
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venerdì 16 ottobre 2009

Via Crucis


Ieri ho compiuto ventiquattro anni ed ho fatto un breve check up della mia vita.
E anche oggi ho capito una cosa (che poi non mi vengano ancora a dire che non capisco mai niente), ho capito di aver incontrato per la prima volta un vero ostacolo nella mia vita, non ho però ancora capito come valicare l’intralcio.
A parte che sto scrivendo con le gambe ben accavallate e strette l’una con l’altra a causa di una fottutissima e terribile cistite, talmente dolorosa che mi paonazza vergognosamente il viso, ma è un dettaglio irrilevante; come è irrilevante il fatto che da pochi giorni faccio anch’io parte di quelle circa ottantunomilatrecentocinquantanove famiglie separate. Chissà invece quanti come me devono seguire in toto un’attività artigianale ed una casa di circa duecento mq, ora composta da tre individui, di cui, escludendomi, di sesso maschile e al quanto ingestibili in ogni fare, tutto ciò grazie a quel componente familiare datosi alla fuga, il quale si è rotto i marroni di vivere nella solita quotidianità. Chissà quanti sono nella mia stessa situazione e cercano anche un lavoro full time soprattutto perché a Gennaio del duemiladieci devono pagare finanche circa mille euro per mantenersi una macchina, poiché, per amore, quei soldini li ho spesi tutti, ogni centesimo, per un bellissimo viaggio in Kenya. Ma chi se ne frega, l’importante è riderci su e andare avanti; e io ci rido, anzi, sorrido soprattutto quando qualcuno mi risponde “salute” dopo un mio starnuto; è nostra consuetudine dire “salute”, anzi è un’antica usanza romana, in passato lo starnuto in caso di raffreddore o altro significava che eri in pericolo di vita, poiché le cure del tempo non consentivano un rimedio efficace; per tale motivo, chi incontrava qualcuno che starnutiva, diceva "salus" (in latino salus-salutis, significa salvezza), cioè che la salvezza sia con te. E io sorrido, che posso farci?
Ma chi vuoi che mi salvi? Dio? ‘checazzo, non ho nemmeno la fede che mi salva, la fede almeno poteva donarmi miracolosamente l’effetto placebo e convincermi che quella patatina nel bel mezzo del mio rene destro dissolva pian piano ad ogni preghiera recitata a mani giunte.


A ventiquattro anni ho un tumore benigno e la sorte vuole che i miei ambedue reni lavorino come due organi in pensione, quindi qualora dovessi togliere il rene più ammalato rimarrei stecchita se non ne avrò uno di ricambio... ma confido nei Supermercati Winner, di solito trovo tutto a basso costo. La cosa più spassosa è che due mesi fa dissi in lacrime a coloui il quale ora è il mio ragazzo “Non lasciarmi, ti donerei un rene se potessi”, figata! Era come dire in realtà “Non lasciarmi, altrimenti t’impianto una bomba ad orologeria in un rene!”.
Ma sì, in realtà io dico “vaffanculotutto”.
Ogni giorno mi accorgo di essere viva e non di essere la solita vagante in un mondo ingiusto, ma ora che mi sono accorta di non essere immortale, come noto invece lo sono tutti gli altri, cosa devo fare? Di tutto questo noioso discorso c’è da dire che ho un piccolo problemino di fondo e cioè che ancora non ho capito cosa fare prima di concludere la mia via crucis (a parte che “l’erba cattiva non muore mai”).
Comunque, non ho capito.... che cosa devo fare?
Sinceramente non voglio lasciare nessuna impronta o qualche bel ricordo di me, per quale motivo dovrei farlo? Non m’interessa.
Quindi, ora, che cazzo devo fare?
Continuo a vivere come ho sempre fatto, naturale; ed è questo il mio primo vero ostacolo.

∞ S.J.∞

P.p. (che sta per "piccolo particolare")= bello leggere una vecchia lettera dopo un breve stato confusionale.
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giovedì 1 ottobre 2009

Zero Killed


ok, forse ho capito un’altra cosa dalla vita, ho capito che seguivo inconsciamente una strana persuasione di appartenere a qualcuno, prima ai miei genitori, poi ad un’entità trascendente ed infine al mio compagno; la mia psiche dunque ragionava come moltissima altra gente. Ho capito che tutto ciò è un’illusione, è un vero e proprio inganno dettato dagli spot, dai film, dai romanzi, dalle storielle raccontate dai grandi; questo maledetto inganno ha solo lo scopo d’impegnarsi ad allontanare la nostra paura di rimanere soli e di affrontare un arcano momento.
In realtà siamo soli.
Quindi ho capito che non esiste l’amore sconfinato, materno o paterno, platonico, puro ed elevato o anche quello il quale si racconta in fine: “... e vissero felici e contenti”, può darsi che ora pensiate “ok, ma l’amore materno invece oltrepassa ogni barriera e confine”, sbagliato, non tutte sono come vostra madre, forse per ora.
Tutto cambia, ogni persona sfinisce.
Tuttavia esiste qualcosa di simile a quell’amore fasullo; a ogni buon conto non promette l’infinito e nemmeno qualcosa di estremamente sublime, bensì è intimo e sincero, si chiama affetto.


L’amore perciò è una nostra creazione, è una bellissima arte che va ammirata come un quadro, una scultura, un pezzo di design o una poesia, dunque ci emoziona, c’induce a sognare, a sperare e nulla più.
L’affetto si presenta sempre con il volto diafano mentre l’amore è ben mascherato da bellissimi colori e sfumature, ciò nonostante camuffa la sua profonda inezia. Questo amore immaginario è simile all’affetto sano, che però mantiene un certo distacco con la persona interessata, ma lascia andare, non è possessivo né egoista, non imbroglia e soprattutto è innocuo. Ok, l’affetto non è perfetto, non promette, non è eterno e non è un miracolo, ma è un sentimento vero, l’unica sfera affettiva alla quale spesso imbrattiamo di concezioni stupide per fuorviarci dalla nuda e cruda realtà.
∞ S.J.∞
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giovedì 17 settembre 2009

Il contrario di luminescente



In questa cupa vita io osservo indifferente.
Di fronte a me delle candele spente,
fumo, bevo e scrivo, scrivo e scrivo… inutilmente,
mentre le mie lacrime scendono condannando l’onnipotente.

∞ S.J.∞
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venerdì 11 settembre 2009

Il mio undici settembre è oggi


Vorrei non avere mai conosciuto l’illusione dell’amore bello ed eterno
Vorrei non avere mai letto romanzi d’amore
Vorrei non avere mai udito fiabe a lieto fine
Vorrei non avere mai ammirato un’anziana coppia ballare teneramente il liscio
Vorrei non avere mai imparato la citazione di Oscar Wilde
“l'amore è una cosa più meravigliosa dell'arte”
Vorrei non avere mai avvertito l’intensità di un abbraccio e di un bacio
Vorrei non avere mai intonato parole d’amore
Vorrei non avere mai
per non vedere oggi crollare la mia vita
basata principalmente su un valore fantastico.



L’amore crea un’elevata dipendenza, mai iniziare a credergli;
bada bene,
esso danneggia gravemente te e chi ti sta intorno.

L’amore è un passeggero malavitoso,
non ospitarlo mai,
poiché presto o tardi vorrai non avere mai.

∞ S.J.∞
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giovedì 27 agosto 2009

Biscotto della fortuna




Affinché il nostro profluvio di sentimenti non trabocchi mai e mai s’inaridisca,
il mio sconfinato amore per te si manifesterà in piccoli e continui gesti d’affetto,
come inesauribili gocce nell’oceano,
giacché perduta una sola di esse mancherebbe all'oceano stesso.

∞ S.J.∞
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mercoledì 26 agosto 2009

A terra





A quegli innamorati i quali,
nel folgore,
guardano il loro amore appassire con occhi imperlati di rugiada;
voi disincantati inermi
non sapete proprio che fare se non contemplare l’ultimo tramonto nel vostro podere.
Per voi non esistono istanti infiniti, nessun ossimoro, nessuno più;
bensì i vostri battiti convulsi,
placati dal silenzio corvino e dall’inquietudine di aver perso anche l’ultimo fascio di bellezza,
adagio
muoiono in quella notte.
E il gelo fende e penetra voracemente in voi stessi, sino a rendervi completamente ghiaccio;
e quella speranza di liquefare insieme ai ricordi
per poi rimirare una nuova rinascita,
è solo un miraggio in pieno inverno.
∞ S.J.∞
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