martedì 30 dicembre 2008

Voce del verbo Svanire


Nella mia mente echeggia l’inno Divenire di Ludovico Einaudi e finalmente la tessitura sonora mi avvolge teneramente.
Solo la melodia percepisce la gravità del momento, intuisce i miei pensieri più sbagliati, ma sa che il duemilaotto è stato l’anno più brutto della mia vita e conosce bene chi ha sbrindellato la mia anima, perciò lei, la musica, è l’unica a capire perché provo solo odio, perché desidero far parte dell’unico infinito in cui credo (in niente, nulla). Non riesco a non pensare alle macerie della mia vita e non ricordare tutte quelle belle persone oramai svelate delle brutte bestie.
La rivelazione di pochi minuti fa mi ha stordita, vorrei sentirmi ancora più sola e concludere questo feeling con la depressione in un solo atto estremo.
Sono riuscita ad aprire la porta, ho iniziato a vedere chiaro, ho visto più di una persona a me familiare avvinghiata con uno sconosciuto, certe drogarsi e rubare, alcune morire e altre invece allontanarsi dall’uscio. Basta così, chiudo la porta a tutti e rimango in silenzio ad ascoltare il cuore che mi pulsa pesante. Ora so quanto faccia male la verità, questo dolore è insopportabile, mi fa sentire fragile, indifesa e infelice. Non ne posso più, mi sento sempre più stanca, mi sento morire.

∞ S.J.∞




che Dio ha bisogno degli uomini;
che ogni volta che l’uomo fa del male, Dio trattiene il respiro;
che non c’è male che non possa essere consolato;
che ognuno di noi è qui per completare e complicare l’affresco;
che la poesia è canto e racconto;
che le donne sono l’apice della creazione, la rugiada dell’altissimo;
che ti sei occupato di questo strano dono che abbiamo avuto in sorte: la vita;
che, dopo averti letto, non si guardano più le persone con distrazione ma come scrigni di un mistero, depositari di un destino immenso;
che l’arte si deve interessare alla vita;
che la vita è molto di più di quanto possiamo capire, per questo resiste;
che nessuno è troppo strano per essere capito;
che ognuno di noi è unico, e fa la differenza;
che si può parlare degli altri quando parliamo di noi;
che cosa ci rende felici;
che cosa amiamo e odiamo davvero;
che noi tutti siamo qui per il sì di una donna;
che siamo in crisi del duro desiderio di durare;
che ci hai reso possibile vivere in un mondo più grande;
che ci hai reso il mondo meno estraneo e nemico;
che ogni persona è l’eroe della propria storia, anche se i suoi giorni o le sue notti non appaiono eccezionali a nessuno;
che i fatti del mondo non sono la fine della questione;
che in poesia si usa lo stesso amore e lo stesso numero di parole per descrivere gli ordini angelici e il gesto di un sarto che con poca luce introduce il filo nella cruna di un ago;
che si può dare del tu all’ignoto;
che il paradiso è colmo dell’accecante bellezza del verbo essere;
che la vita è destino e viaggio, conoscenza e amore;
che qualcuno non distoglie mai lo sguardo da noi, perchè ci ama;
che la bellezza nasce terribilmente;
che l’arte è un dono…….”

"Lettera a Dante"
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sabato 27 dicembre 2008

"Sei deliziosa"


Le persone,
le persone lottano,
forse anche inconsciamente,
ma lottano per l’esistenza.
Dio,
del bambin Gesù,
probabilmente per te esiste,
ma ti guarderà da lontano
e ti lascerà sbagliare
e ti lascerà soffrire
e ti lascerà comunque fare.
Ti lascerà in compagnia
di alcune persone,
ma le persone mentono.
È tua madre?
È la tua ragazza?
È il tuo collega?
È il tuo amico?
È l’anziano per la strada?
È tuo nonno?
È il tuo vicino di casa?
È il tuo angelo custode?
È tuo figlio?
In verità ti dico
che è la tua caduta!
Ti avranno guardato con lo stesso sguardo di sempre
Avranno utilizzato lo stesso tono di voce di sempre
Avranno speso le stesse parole di sempre
nel frattempo
Avranno mentito come sempre.
Credi ancora a ciò che non esiste?
Per anni possono dirti ti amo,
ma ascoltali bene:
Osserva i gesti
Origlia il respiro
Fissa lo sguardo
Termometra l’ipertermia
Riesci a individuare la falsità?
Ad esempio:
L’Amore
è il sentimento che afferra l’amante
e lo fa soffrire
delirare
Esso è tormento
e dramma nella ricerca dell’amato
è desiderio di ciò che non si ha
desiderio del bene e del bello.
Platone non era scemo.
E allora:
Le persone ti sorridono
ma poi
Le persone ti accarezzAno
ti coccolAno
ti baciAno
ti pregustAno
ti inculAno
ti ringraziAno
ti pagAno
ti usAno
ti odiAno
ti gabbAno.
Puoi essere seducente
Puoi essere favorito
Puoi essere sapiente
Puoi essere assoluto
ma sarai sempre
e assolutamente
raggirato.
Tu
pensi di essere l’eccezione?
Non so cosa dovrai fare
ma dovrai realizzarlo da solo.
Non so quando dovrai farlo
ma dovrai iniziare da solo.
Non so perché lo dovrai fare
ma dovrai amarti da solo.
Le persone
sono
tutte
cannibali,
hanno
solo
fame
di te.

∞ S.J.∞


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venerdì 19 dicembre 2008

Il sonno


In questo momento desidero effondere nel brulicame della schiuma e fermentare nel suo liquido, tutto quello che vorrei ora è sciogliermi nel sapore di questo dolce alcol.
Il gelo proviene dalla musica, avverto la malinconia penetrarmi dentro, sento i pizzicati dei violini piovermi addosso come lacrime.
Stringo le gambe al petto, tanto da farmi male le braccia, sola, nel buio più nero, senza uno spazio e un tempo ben definito... mi dondolo per tutta la durata dell’infinito:
“Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca

Sono stanca”.

∞ S.J.∞


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lunedì 15 dicembre 2008

Pensieri fugaci e rivelazioni criptiche – il momento prima


Se scuotessi rabbiosamente la capoccia
sentirei shakerare il veleno negli orecchi,
perderei sicuramente l’equilibrio,
eppure
senza far nulla
già mi gira la testa.
Dovrei censurarmi.
Dovrei zittire la mia ira
e lasciarmi derubare dalla tua imbecillità.
Rapini la nostra serenità per un’unica aspirazione
la libertà artefatta!
Mi stai facendo odiare il mondo
e le persone che vi dimorano.
Odio la tua ignoranza,
odio la tua disonestà,
odio le tue panzane,
odio la tua immaturità,
odio qualsiasi tuo vocabolo.
Ho desiderato la tua esistenza
e t’ho avuto senza alcuno sforzo,
ma non immaginavo che tu potessi respirare dai miei polmoni.
Hai accoltellato tua madre e tuo padre
ed ecco arrivare anche la mia ora.
Tempo fa dovevo tacere,
ma non sapevo che
i
desideri
sono
debitori
di
fantasie
inappagabili.




Io continuerò a fiatare
e tu continuerai a pugnalare
con il nostro respiro in gola.

Tra pochi minuti tu rinnegherai la verità
mentre io te la spiattellerò addosso più e più volte
finché cederai.

E cederai!


∞S.J.∞
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mercoledì 3 dicembre 2008

Superbia: va dove ti porta il vanto


Nel corso degli anni ho avuto la sfortuna di conoscere alcune persone superbe, penso che sia capitato a chiunque, anche ai superbi stessi.
Questi individui continuano costantemente a ipervalutare le proprie capacità e a pretendere riconoscimenti alla propria persona anche quando non ne hanno i meriti. Trovo penoso prevaricare per affermare l’identità, sembrerebbe quasi un supplizio alla buona coscienza, ma di mondo interiore questi supereroi non ne hanno nemmeno la metà di una misera briciola. Il superbo tiene alla sua unicità quanto, ad esempio, Paris Hilton tiene alla propria notorietà ed entrambi prostituirebbero addirittura il proprio buon senso pur di decantare l’egemonia sui comuni mortali, è disgustoso, anzi, sono disgustosi. Le stesse persone poi, hanno la presunzione e la convinzione di saper ammettere i propri errori, quando, invece, è solamente un altro miserabile inganno per elogiare le proprie povere qualità.
Elias Canetti scrisse bene: “Gli uomini più tremendi? Quelli che sanno tutto e ci credono”. Questi uomini (inteso come genere umano), non curanti dei propri orrori, s’impegnano solamente a cercare con estrema pignoleria gli errori degli altri. Parlano senza orecchi e si convincono di saper ascoltare, ma almeno hanno belle mani per puntare il dito lontano da se stessi.
Ecco tutto, ho solo descritto il peggior difetto di cui una persona potrebbe vestirsi o meglio, ho solo descritto il peggior vizio capitale.


Le mie ferite sono più profonde delle mie speranze.
∞S.J.∞.
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giovedì 27 novembre 2008

Sangue e pole dance


e scendo lentamente dal palo
e inginocchio sul grezzo asfalto,
e il mio braccio teso non lascia la presa,
e a ritmo di musica apro
e richiudo violentemente le ginocchia
e disegno arcobaleni di sangue.


Ora guardami!!!

Guarda il ventre piatto
sudare della mia eccitazione.

Guarda il mio sesso infuocato
sbattere bestialmente contro l’asse.

Guarda!
la mia lingua scivolare lungo la sbarra
le mie dita affondare nei miei seni
il mio sguardo schiaffeggiare il tuo astio.

Avvicino il mio ginocchio alle tue labbra
e sento il tuo respiro bruciarmi le ferite.

guardami!
questo è il mio corpo
questo è il mio sangue
il sangue dell’alleanza
bevilo tutto.

incunea la tua lingua biforcuta nei tagli,
dissetati del mio peccato
ubriacati del mio elisir
infiammati del mio liquore
poiché è di una morte sola
di cui dovrai morire.

∞ S.J.∞
Post scriptum: questo post è il seguito del dialogo "Sangue e paprika" PER VISUALZZARE LA VERSIONE INTEGRALE DEL MEDESIMO POST CLICCA QUI!!!!

venerdì 21 novembre 2008

Sangue e paprika





∞ S.J.∞:

“Ti avevo degustato lentamente a occhi chiusi
assaggiando anche il tuo sangue al gusto di paprika.
Il desiderio e l’eccitazione ti avevano imburrato del mio sapore
e tu mi spingevi a oltrepassare i limiti della decenza
per goderti sempre più dentro.
Il mio gelido corpo si era intinto nel tuo sudore
sciogliendosi insieme alle tue lacrime color latte.
Quando la tua puerilità mi aveva inebriata e saziata abbastanza
per me potevi anche morire.”

Ω S.Y.Ω:

“Se solo me lo avessi chiesto sarei morto per te,
per te sarei morto almeno trecento volte
e ogni volta avrei sorriso;
mi sarei ucciso dimenticando per sempre chi sono,
ma non avrei mai dimenticato te;
odio così tanto questo uomo che vorrei morisse,
vorrei che spirasse davanti al tuo impietoso sguardo,
vorrei che morisse guardandoti negli occhi,
e donandoti per sempre quella sua vita che
mai più gli apparterrà e che mai gli è appartenuta,
vorrei baciarti mentre sto cadendo nel fango immobile
vorrei amarti mentre sto morendo,
china la tua testa su un lato, chiudi la bocca
voglio vedere un ultimo dolce sguardo di bimba
sfiorare le tue labbra senza asciugare l’abbraccio,
ti vorrei così bella e così genuina da uccidermi,
non vorrei più avere occhi per poterli dare a te
voglio solo morire di te e per te
voglio solo morire per il tuo gusto di odiarmi
morirò per la tua indifferenza;
e sei così bella che potresti anche non esserlo,
ormai hai reciso i miei polsi e il mio sangue
è l’elisir d’amore che ho scritto per te,
le mie ultime parole sono i barlumi
che ho affrontato per il tuo cuore;
ormai non ho più parole
e oggi per te
non ho più lacrime da poter piangere,
le ho piante tutte le mie lacrime per te
le ho piante immaginando i tuoi capelli,
ho toccato i tuoi capelli senza nulla dirti,
per te sono libero dalla vita
per te ho imprigionato i miei movimenti.
Quanto ti ho amata? Non lo so!
Ti ho amata
l’ho detto troppe volte,
oggi sono già morto almeno tremila volte
soltanto per te.
Sei bellissima bambina!”




... to be continued
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martedì 11 novembre 2008

Pensieri fugaci e rivelazioni criptiche




Mi sono sentita:
Viva
Libera
Realizzata

Ecco perché devo:
Fuggire
Sparire
Trasgredire

Adesso ho l’esigenza di:
Urlare
Umiliare
Picchiare

La gente qui m'annoia.
Il mio ventre sta esplodendo.
Mi sto smembrando dentro.

Mi ami e io ti odio.
Mi odi e io ti odio.

Annebbio gli occhi
flashback
ritorno in Galleria Borghese:
Vorrei essere bella come Proserpina e ridere mentre Plutone mi rapisce.
Vorrei essere Dafne e sentire la linfa scorrermi dentro.
Vorrei essere Enea e fuggire mentre quella Troia brucia.

Abbandono la scena retrospettiva e ritorna la nitidezza (o il miraggio?)

Chiunque deve eccellere e sentirsi migliore.
Il suono di questa triste musica prevale sulle mie parole appena scritte
sottolineando la mia continua incapacità nelle cose.

Vaffanculo Darwin.
Vaffanculo Wallace.
Vaffanculo Mendel.
Vaffanculo Bateson.
Vaffanculo chi si sente superiore a me, quindi vaffanculo tutti.

Fottiti anedonia
tu mi disturbi.
Mi sento sfinire.
Questa malattia mi sta divorando lentamente.

Sono un canarino da abbattere
ormai sono inutile per l’allevamento.

Leggi e non capisci? Allora sei sano e salvo.
Io ho sempre saputo e anche la patologia continua a sapere.
Rileggo e capisco bene.


Hey lettore, come vuoi che concluda questo post?
Cosa ti aspetti da questo sfogo?
Attendi un bel finale?


Vaffanculo e smettila di leggere tra le righe
impara ad ascoltare le parole


capirai che io sono l’ultima nota.
∞ S.J.∞



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lunedì 27 ottobre 2008

Voyeur et voyeuse


A voce fioca e spettrale continuo a ripetermi: ”overwhelming, overwhelming, overwhelming…”! La mente si ostina a lavorare alacremente su questa parola, sarà per il suono, sarà per il significato, sarà.
- Overwhelming sono avvenimenti i quali si presentano improvvisamente nella tua vita, sono inaspettate e travolgenti, sono talmente più grandi di te che ti sommergono all’improvviso, sei impotente dinanzi ad esse, perdi la direzione e la cognizione, ma poi, in qualche modo, ce la fai sempre a risalire su e con più forza di prima! Le onde violente sono pericolose, ma l’adrenalina del momento oltrepassa qualsiasi allarme e prosegue a pari passo con l’imprudenza.
Sarà perché a giorni m'immergerò in qualcosa d'immenso, ma io, sì proprio io, avrò la presunzione di cavalcarle quelle onde, solamente per urlare a squarciagola.
Forse annegherò o magari ne uscirò naufraga, poco importa, desidero solo provare quell’ebbrezza.

Desidero solo saggiare l’eccitazione di sporcare la mia innocenza per mozzare il fiato, pugnalare l’autocontrollo per sparare dritto e strangolare i timori per dare aria alla libertà. Ammetto di essere sempre stata un po’ voyeuse, dopotutto pochi non lo sono realmente, tu ad esempio, tu un po’ lo sei! Questa mia esperienza sarà diversa, in questo scenario io sarò la protagonista e tu il guardone.







∞ S.J.∞
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sabato 25 ottobre 2008

Il sogno dei perdigiorno


L’eterno era sfinito quanto lei e ora entrambi mi abbandonano lasciandomi l’odore fresco di morte.
Spossata, inasprisco il dolore all’epiglottide e medito sulla mia specie anziché al mondo animale.
- La società che conosco non è immunizzata dalla derealizzazione dell'esistenza, (wohlverdient!) poiché essa si presenta troppo superba. Questo mio voler sapere a fondo e quanto più se ne può sapere, questa quintessenza appunto, è solo tempo morto. Nessuno è esonerato a camminare sul nulla, inutile quindi ostentare di una tranquilla fruizione della felicità terrena. Il saggio tempo e la glabra esperienza invadono troppo le buie cerchie delle movenze individuali e svelano la pudica inconsistenza.
Gli eventi, le conferme e le accentuazioni iperboliche si dissolveranno prima o poi in ognuno di noi nella quotidianità dei rituali, non so nemmeno perché sto qui a scrivere.

Addio Lilly
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giovedì 9 ottobre 2008

Una proposizione vera che corrisponde ad un fatto vero

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La verità si nasconde ed io vorrei evitare di spingere all’estremo il mio pensiero perché gradirei avvicinarmi a lei quel tanto che basta per odorare la sua essenza e lasciarmi disorientare dinanzi a tanta ragion pura. Lo so! Sono permeata dal dogmatismo e sono fatta di carne, quindi né la geometria né la teologia ne possono nulla. Sia chiaro! Non rintraccio il sincretismo, non cerco la giusta via e non inseguo la sapienza spirituale, io non cerco per l’appunto, io desidero, desidero la verità assoluta.
Bramo sapere quanta falsità adombra la mia limitata conoscenza, solo la verità può rischiarirmi. Lei esiste, oh sì, non serve cercare, perché è presente ovunque, ma si mimetizza, si maschera, si camuffa, si dissimula, si confonde con l’ambiente… io lo so, lo so perché a volte riesco a scorgere una sua parte, niente e nessuno è perfetto, nemmeno lei lo è, è solo assoluta ed io la voglio tutta.
∞ S.J.∞


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martedì 7 ottobre 2008

Bisogna lavorarci su per farsi pigri




Oramai vespe e mosconi deliziano a punzecchiare il mio corpo già liso dai vermi ingordi, nemmeno il demonio mi accoglierebbe nel suo caldo inferno. Grazie però a due ricerche americane potrei giustificarmi dicendo che è tutta colpa del DNA, perciò è una questione di sfortuna, e l’ignavia non può essere peccato.
È lapalissiano dire che l’attività fisica faccia bene, ma io non ne voglio più sapere, e poi il disturbo da deficienza motivazionale non è una malattia grave, non nuoce la salute, anzi, schivo l’obesità poiché la pigrizia m'impedisce addirittura di accendere la tv. E poi “il sonno più lungo è una buona terapia per evitare i chili di troppo”, parole riportate dall'agenzia Ansa, e sì, secondo una ricerca canadese, pubblicata sulla rivista Sleep, chi dorme cinque-sei ore ha una buona probabilità di ingrassare anno dopo anno, guadagnando fino a cinque chili in più (in un periodo di sei anni) di un soggetto che ronfa per sette-otto ore a notte.
Ok, ok la smetto, sto fuorviando, ma non ho mica voglia di andare in palestra questa sera!
Terrò la mia deficienza e… mi catapulterò sul mio divano in camera mia.

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∞ S.J.∞

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mercoledì 1 ottobre 2008

Escrementizio



Un solo granello di feci di topo può rovinare un'intera padella di riso così come un pezzo di merda può rovinare un'intera famiglia.
È un po’ come mordere una bellissima mela e trovarci dentro del marcio, ti lascia l’amaro in bocca e un buco allo stomaco.
Questo è il tipico giorno (vi risparmio la descrizione della giornataccia) in cui mi domando se malviventi si nasce, pensandoci bene potrei essere contagiata anch’io da tutto questo marciume e non rendermene ancora conto.
Mi guardo allo specchio e rifletto la paura di diventare come lui, oltretutto abbiamo lo stesso patrimonio genetico, non sono certo una ragazza modello, ho tatuaggi, piercing, sposo ideali fuori dal comune, fumo e in passato ho commesso anch’io delle piccole scempiaggini, ma nulla di serio… almeno la mia fedina penale è pulita, il mio Curriculum Vitae è già corredato da diverse formazioni scolastiche ed esperienze lavorative e inoltre non ho nessuna brutta nomea.
Perché, al di là di tutto, rifletto questa immagine? Perché non sono quella tipica ragazza la quale “indossa i mocassini”, concentrata interamente al proprio futuro, all’Università, alla famiglia, al lavoro, alla casa ecc… ?
Perché non sono i grandi progetti che mi rendono felice e importante? Perché non chiedo niente alle persone e a me stessa? Perché non mando a fanculo questa mia battaglia e scappo via come faccio di solito?
...Andrò al cinema sabato sera, guarderò “Riflessi di paura”, così eviterò di guardarmi ancora allo specchio e riflettere.
∞ S.J.∞
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martedì 30 settembre 2008

Il crine di cavallo sta per rompersi

Sono inghirlandata dallo sfarzo, ma so bene che non è concesso sciabordare nell’avvenente.
La compiutezza non può permanere, perciò questa calma mi allerta, c’è qualcosa dentro che mi contesta.
Questo è un equilibrio instabile, potrei presto cadere su una lama tagliente.
Non c’è nulla da prevedere, tutto è ancora da farsi, eppure un intuito mi guasta la festa.
Che fare se non conosco il contendente?
Guardinga nascondo lo sguardo mentre la tregua gocciola tintinnando sulla mia testa.
∞ S.J.∞
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giovedì 25 settembre 2008

Bad Trip



Logorando in una miscellanea di pensieri riconosco alcune illusioni ottiche, perdendo l’orientamento percepisco il mio itinerario, ma sono al momento sensazioni invisibili, inudibili, intoccabili. Giuste o sbagliate che siano persuadono a smuovermi inconsciamente. Cambio con la consapevolezza di dover cambiare ancora e colgo la paura e l’eccitazione della movenza. La volubilità pedala nella mia cocuzza trascinandosi i pesanti arti, almeno non scompaio dal set, è dir poco stupefacente. Sono assuefatta da valori morali eppure ho paura di perdere il controllo e nausearmi dalle mie paranoie. Ok Quotidianità, svegliami pure e rassicurami, cerco la serenità e la lucidità, spiegami le allucinazioni che sto provando, ma non dirmi che quelle carezze derivavano dalle mie mani, dimmi invece che l'effetto finirà.
∞ S.J.∞
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venerdì 19 settembre 2008

Ottobre, il mese della fragranza

La stagione sta cambiando e non è l’unica a farlo.
Gli alberi cambiano sfumature e sfoltiscono la chioma, un po' anch’io, scurisco il colore dei capelli e modifico il taglio. Finalmente la gente incomincia a cinguettare di meno, poiché si appresta ad altro, e così ritrovo più spazio libero per me stessa. Ormai è una settimana che non respiro più quell’aria soffocante, sì, adesso l’atmosfera è sicuramente più malandrina, si diverte a punzecchiarmi il naso facendolo diventare sempre più paonazzo. Cambiano anche i gusti, sìssìsssì, i sapori diventano più ardenti e più sostanziosi. Stupendo è anche riprendere a bere, lo so che non fa bene, ma quanto bello è ingerire un’enorme quantità di cioccolata calda? Se subito dopo si ha la possibilità di infilarsi in quel bozzolo di pile e lasciarsi coccolare dalla sua morbidezza, penso sia il massimo del relax. Non vedo l’ora che arrivi Ottobre, è l’unico mese in cui riesco a percepire mille odori diversi, non apposta mi lascia sempre quella sua scia seducente che m’induce a chiudere gli occhi e ingollarla con avidità. E poi, ogni anno Ottobre mi regala qualcosa, quanto vorrei poter assaporare quella meravigliosa fragranza che da troppi mesi si fa desiderare, ecco, spero proprio che questo Ottobre riesca a sorprendermi, basterebbe leggermi nel pensiero.
∞S.J.∞
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martedì 16 settembre 2008

Domenica 14 Settembre 2008 ORE 04:57



S’approda il buio e all’improvviso ingoio un’aria greve insieme ad un debole lamentio.
Alzo la testa dal cuscino e siedo spontaneamente sul posto, le gambe sono stese e intirizzite, talmente rigide da provare una fitta lancinante al polpaccio sinistro, stringo i denti, chino la tesa e afferro la parte dolente con fervore, mentre il crampo sale proporzionandosi al dolore.
“Dio chemmale! “
Sento i filamenti del muscolo strapparsi uno ad uno, come fili d’acciaio scoppiettare dal gambo di metallo, ora posso solo inabissare il mio viso sudato e terminare in istrida acute. 
Ora silenziosa.
Ora oscura.
Ora inquietosa.
M’accorgo di non esser sola.
Convulso adesso è il mio cuore, buia è la mia mente, pesante è il mio corpo, sono istanti di panico che tolgono il fiato.
Ora caotica.
Ora terribile.
Ora angosciosa.
Fiato. Fiato. Fiato.
Attimo fuggente mi sussurra ancora il suo respiro, era lui!
Respiro anch'io, poiché tutto m’abbandona.
Ora silenziosa.
Ora chiara.
Ora triste.
Stanca di dormire scivolo via, lontana da lui, raggiungendoti finalmente.
A braccia conserte alzo lo sguardo e ti parlo a bocca chiusa.
Migliaia di kilometri ci dividono, eppure io, da qui giù, ti vedo chiaramente.
La mia pelle cerea si raffredda e le mie labbra sanguinano per te.
Odo ticchettare i secondi e dietro di loro nulla più riesce a passare.
Ora piango.

-->
∞S.J.∞
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venerdì 12 settembre 2008

Sberleffo

La mano ipocrita,
la mano irrefrenabile,
la mano maleducata,
la mano impudente,
la mano gelosa,
la mano prepotente,
la mano ingannatrice.
È riuscita a toccarmi.
È affusolata
pulita
curata.
Le piace
sfiorarmi e
rabbrividirmi.
Senza alcun preavviso fonda
le sue unghie nella mia pelle e la
sbrindella con veemenza e decisione.
Sono unghie affilate con pazienza, sanno
bene come granire il dolore.
Fa male!
Stringo gli occhi
e mordo le labbra
per non urlare,
non fiato poiché
ho peccato.
∞S.J.∞
P.S.= Poesia del corpo
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mercoledì 10 settembre 2008

Urlo fino a vomitare e poi arriva lei...


-->
-->

Mente:

“Impara a giudicare te stessa prima che lo facciano gli altri ed esponiti solamente agli udenti e ai vedenti altrimenti non capirebbero che:

Non sei una puledra da addomesticare,
Non sei una puttana da scopare,
Non sei un sacco da picchiare,
Non sei un oggetto da buttare,
Non sei una pazza da curare,
Non sei un fiore da calpestare.


Ricorda bene, solo dopo aver superato l’esame di coscienza potrai diventare il Dottore della parola."

S.J.:

“E se fossi io sorda e cieca? come potrei mai imparare?”

Mente:

“Ascoltami!”

S.J.:

“Dimmi!”

Mente:

:)

S.J.:

“Dannazione perché sorridi?”

-->

∞S.J.∞


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lunedì 8 settembre 2008

Sono stata… adesso vorrei diventare...



Sono stata una fioraia, ricordo con quanta passione curavo l'anemone, il narciso, il giglio e soprattutto il mio fiore preferito: la rosa rosa.
Sono stata una postina, ricordo quanto era faticoso timbrare una ad una tutta quella pila di carte ed inserirle nella fava giusta.
Sono stata una veterinaria, ricordo l’amore con cui accudivo quindici bellissimi gatti, mi assicuravo che avessero sempre acqua e cibo a sufficienza, li spazzolavo e curavo qualsiasi loro piccola ferita.
Sono stata una fatina, chiudendo le mani a pugno potevo volare per km e km, con la mia bacchetta magica invece, potevo dar vita a qualsiasi oggetto.
Sono stata anche una principessa, ero bellissima, avevo una piccola corona sulla testa, un ampio vestito ed un affascinante principe azzurro impegnato a combattere mille battaglie per liberarmi dall’uomo nero.

Ora sono cambiata :)

Adesso vorrei diventare una tennista, per essere imprevedibile ed abile a variare qualsiasi colpo.
Vorrei diventare una cantante, usare la mia voce come strumento per entrare facilmente nei cuori delle persone.
Vorrei essere un clown, per donare alla gente tanta felicità e spensieratezza guadagnandoci indimenticabili sorrisi.
In fine vorrei diventare una maratoneta, per affrontare strade senza ostacoli ed avere la resistenza necessaria per correre ininterrottamente verso quel premio tanto ambito.


-->
-->
∞S.J.∞

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venerdì 5 settembre 2008

SOLAmente perchè...


Tocca a me ora non riuscire a trovare l'aggettivo giusto per descrivere il mio stato d’animo.
Come si chiama quella sensazione in cui senti quel groviglio al petto che rende immediatamente arida la gola e ti costringere a deglutire più volte, ma sei troppo concentrato a non singhiozzare per lo sforzo immane ed inconscio nel trattenere l’aria nei polmoni, il quale ti costringe a lottare anche contro quel bruciore agli occhi sempre più madidi?
Inspiegabile emozione.
La notte non può tradire l’alba, e così siamo noi, siamo il giorno e la notte... ma troppo diversi perché stiano insieme a lungo. A volte penso di non sapere altro che creare buio nelle tue splendide giornate, solamente perché sono troppo sbagliata per te e così continuo a sbagliare, continuo ad essere incompresa e continuo a sperare che presto riuscirai a capire i perché.
E sempre inspiegabilmente continuo ad amarti ogni giorno di più.
∞ S.J.∞
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Cosa? La mente mi mente?


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Tu, cosetta rosa, con la materia grigia e bianca, sì proprio tu!
Stai facendo perdere la testa a non poche persone e di fronte a tutto questo sembri impalpabile, lo dico seria Mente!
Fai mente locale, quante volte hai deviato la realtà delle cose?
Pensi che sia divertente?
Sii coscienziosa una volta per sempre!
Sincera Mente, ora dimmi, non vedi che stai scompigliando il mondo?
Ti vorrei diversa Mente, ma sei una perversa e mi scervelli... continua Mente!
Non pensare, presto anch’io ti farò uscire di testa.
∞S.J.∞





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giovedì 4 settembre 2008

Io sto bene, grazie



Quella donna spesso senza volto, priva del clitoride, delle piccole e delle grandi labbra, con la vulva e la bocca cucita, senza rossetto, senza diritti, senza dignità, poiché considerata meno di una capra.

Quella mamma che urla al cielo per riavere la sua anima, morta insieme al proprio figlio, ora senza muro e senza futuro.

Quel vegetale immobile sul letto di un ospedale da ormai troppi anni, a osservare bene, il respiratore a cui è attaccato sembra più vivo di lui.

Quella ragazzina, con gli occhi bassi e le nocche coperte dalle maniche, intoccabile per alcuni (ma non per altri) poiché il proprio corpo racconta dolori penetranti.

Quel bambino con l’addome gonfio e con gli occhi spenti, che riesce a prevedere il suo futuro osservando i propri genitori morire lentamente di fame.

Sono alcune persone le quali oserebbero dire senza vergogna che il mondo fa schifo.


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∞ S.J.∞

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mercoledì 3 settembre 2008

Mi scrivo da sola


Molta gente sostiene che è già tutto scritto.
È scritto che nacqui in una grande città dalla quale fui presto allontanata?
È scritto anche che in seguito, faticai molto a integrarmi in un piccolo paesino regredito, in cui conobbi con nonchalance l’abbandono?
È addirittura scritto che vissi una scomoda adolescenza, concentrata interamente allo sport e alla scuola?
È scritto che fui tradita dal presunto uomo della mia vita?
È scritto anche che incontrai la serendipità? Una persona speciale con la quale sognare ad occhi aperti e poi richiuderli per sempre?
Potrei per cortesia dare una sbirciatina se è già tutto romanzato ?
Sinceramente non mi va proprio che sia tutto destinato, ce la faccio benissimo da sola a scrivere la mia vita, mi affido volentieri a me stessa e al caso.
Trovo più corretto che sia io a scrivermi.

∞S.J.∞

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martedì 2 settembre 2008

RIFLETTO, in tutta la sua polisemia



Se mi specchiassi negli occhi delle persone, scoprirei di padroneggiare svariate identità, se adesso mi riflettessi nei tuoi occhi, rimarrei sconcertata e ferita da tanta ripugnanza, ma quegli occhi umidi hanno assorbito di me solo una luce artificiale.
Io nemmeno vedo, sono accecata dalla rabbia e la mia voce affoga lentamente nelle lacrime.
È stato un abbaglio?


Sono stanca di questa metamorfosi, sono senza pelle ormai.
Desidero fuggire dall' occhio ametrope, scappare da questo maniaco mondo che troppe volte mi ha piegata, uscire dalla mia mente e dal mio corpo per smettere di sognare ed illudere.
L’amore, il sogno, la speranza non sempre fanno bene, poiché tutto un po’ si consuma e si rischia a sua volta di rimanere logorati da essi.


∞ S.J.∞ PER VISUALZZARE LA VERSIONE INTEGRALE DEL MEDESIMO POST CLICCA QUI!!!!

lunedì 1 settembre 2008

Infinito sfinito



Infinito amore?
Infinito silenzio, e profondissima quiete?
Infinito viaggiare?
Il filo dell’infinito?
Universo infinito?
L’infinito della gioia?
Infinita stupidità?
Spazio infinito?
Problema infinito?
Infinita speranza?
Numero infinito?
Iterare all’infinito?
Persona infinita?
Il dono infinito?
Verso l’infinito e oltre?
Mutuo infinito?
Infinito presente?
Cubo infinito?
Cielo infinito?
Infinito potenziale?
Infinito attuale?
Minuto infinito?

… ho finito!
∞ S.J.∞
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Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste anche voi?

Accarezzo questa tenera gattina tra le mie braccia, ci vorrebbero mani di piuma per riuscire a ciondolarla il meno possibile.
A sua volta il sordo brontolio mi regala tenere coccole e i suoi occhi mezzi addormentati mi trascinano verso la pace dei sensi.
È così piccola, così fragile e così indifesa,  è così simile a me.




Agli occhi di molti sono una tigre pericolosa, eppure lei, la gattina, mi assomiglia parecchio.
Mi sento impotente davanti a una cosa che reputo vitale, innanzi a essa mi sento disarmata, debole e abbattuta, probabilmente perché nessuno potrà spalancarmi la strada o fare da cavia.
Vorrei avere il coraggio di una tigre, mostrare gli artigli, ruggire e scappare via come una furia.
La soluzione è una sola per assomigliare a una belva grintosa: seguire l’istinto senza timori e agire, agire e agire, perché ogni lasciata è persa.  (… quella “tela spoglia” è ancora davanti a me, ma presto riuscirò a posare la punta della matita e tracciare i segni di quel sogno ricorrente...). 

Detto questo... non voglio seguire l'orma di nessuno, la vita è mia, perciò ho il diritto di domarla come piace a me, spero solo di possedere la stessa audacia di una tigre nel momento in cui mi si presenterà la fatidica occasione.


∞ S.J.∞
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sabato 23 agosto 2008

Lei era infinita



Entro in quella grande casa in cui si crede nell’infinito, dove in coro si ripete più volte che la vita esiste anche dopo la morte. In piedi e a testa bassa mi chiedo perché come tutti questi cristiani non possiedo anch'io il dono della fede.
Di lei rimane solo il suo corpicino esanime, rigido, steso in quella scura bara, lei è lì, solitaria, ad occhi chiusi e senza più aria nei polmoni, proprio quei polmoni i quali l’hanno tradita Mercoledì notte. Fisso a lungo la cassa nascosta da vivissimi fiori, ma non vedo, non vedo nessuna continuazione per lei. Continuo a rimuginare all’inesistenza del cielo empireo, mi deploro un po’ per questi pensieri fino a quando l’omelia mi distrae: “L’eterno esiste! Come un feto nel grembo della madre udiamo la voce di una presenza più grande di noi, verrà il momento in cui oltrepasseremo l’aldilà ed aprendo gli occhi conosceremo meglio ciò che sentivamo” .

Sono sorda!
Probabilmente quando arriverà la mia ora sarò pure cieca.

Finisce la cerimonia, il cielo ed i fedeli piangono a dirotto, ed io ad occhi asciutti, ma con il cuore pieno di lacrime, spero che tutte quelle belle parole si concretizzino realmente.
Lei era una gran donna, la quale ha donato tutta se stessa ad un uomo che l’ha tradita e trascurata per trent’anni di matrimonio, era una mamma premurosa e attenta alle necessità dei propri figli, era una signora dal viso stanco, ma con un’espressione morbida e dolce.

Addio per sempre.
(Ossimoro voluto)
Lei era infinita.
∞ S.J.∞
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martedì 19 agosto 2008

Ti sarò sempre vicino


"... se ci stendessimo sul pelo dell'acqua, lasciandoci cullare dal moto delle onde
le correnti ci farebbero incontrare..."


°°° Principe Azzurro °°°
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lunedì 18 agosto 2008

Figli? No grazie


So già di affrontare un discorso molto delicato se non proibito, ne sono cosciente poiché mi sono imbattuta in siffatto argomento più volte ed ho sempre dovuto difendere le mie idee dalle provocazioni altrui.
Ogni qualvolta espongo il mio pensiero ho come l’impressione che l’articolo 19 della nostra costituzione non sia mai esistito, mi sento a volte un’eterodossa.
Le miei idee probabilmente sono facilmente obiettate perché palesate da una ventiduenne, perciò questa volta esporrò le mie convinzioni tramite statistiche, relazioni e citazioni di noti personaggi, le quali fungeranno da scudo. Potrei essere derisa oppure commiserata, non m’importa, so solo di non essere l’unica a pensarla così, probabilmente sta nascendo un nuovo movimento ed una nuova corrente di pensiero e d’espressione, ecco il motivo per cui l’argomento è così conteso.

Catherine Hakim, London School of Economics, scrive:
"Mai come ora, presso molte società, quella di non avere figli è una legittima opzione, per uomini e donne".
In passato (come negli anni '50 e '60) la mancanza di figli era la conseguenza della povertà o di cambiamenti radicali, della perdita di uomini in tempo di guerre, l'infertilità colpiva al massimo il 3% delle coppie. Oggi, la decisione di avere, o di non avere, un figlio è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui le opportunità di carriera, lo stile di vita e la condizione economica. In Italia e in Spagna le donne senza figli sono il 14%, in Gran Bretagna il 20%, in Germania il 45%.
Ecco perché dalla Germania alla Russia si parla sempre più spesso di sanzioni per chi sceglie di non fare figli (Evviva la libertà!!!). In Russia, dove la natalità è scesa dal 2,3 degli anni '80 all'attuale 1,3 bambini per donna, una lobby affaristica ha chiesto un inasprimento fiscale per le coppie senza bambini. In Germania, alcuni economisti e politici hanno suggerito che le pensioni di chi non ha figli siano tagliate del 50%. Gli esperti sostengono che i governi dovrebbero modificare le loro politiche per spingere i genitori che hanno già uno o 2 bimbi ad averne un altro: potrebbero prendere esempio dalla Francia, che ha aumentato i sussidi alla natalità per incoraggiare le famiglie ad avere il terzo o quarto figlio. Insomma si cercano i compromessi più astuti per convincere/costringere le donne a mettere su famiglia. "La maggior parte delle coppie senza figli aspetta troppo a lungo per concepire ed un terzo sceglie di restare davvero senza figli", dice Tomas Sobotka, demografo dell'Istituto di Vienna.
Se in Gran Bretagna, sta crescendo il mercato di libri come "Child-Free and Loving It" ("Felici Senza Figli"), che la giornalista Nicki Defago spiega di aver scritto "per far sì che le donne che decidono di non fare bambini sappiano che i loro sentimenti sono perfettamente normali", nelle librerie italiane invece brulicano di libri di Corinne Maier “No Kid"Quaranta ragioni per non avere figli.
Non si può più ignorare il fatto che il non volere bambini è sempre più spesso una scelta e non una rinuncia, i motivi sono molteplici, tutte elencate senza pudore dall’ economista, psicanalista e anche mamma francese Corinne Maier.
Esistono donne che non hanno il desiderio di dare alla luce un figlio: «Non ho mai voluto figli, ricordo quando da ragazzine le mie amiche sognavano la maternità e io restavo freddissima, non me ne importava niente» Susanna Tamaro, La grecista Eva Cantarella le va a ruota: «I figli deve farli chi li vuole. Io non ho mai sentito questo desiderio, non mi pento e non mi sento un mostro», Candida Morvillo: «Il mio orologio biologico non è mai scattato, ho preferito il lavoro, i viaggi, gli amici. E poi ci sono così tante coppie/ scoppiate che ci si può sempre trovare, come me, un fidanzato con figli di cui occuparsi ogni tanto », la scrittrice Camilla Baresani ricorda: «Mamma e nonna mi dicevano sempre "bambina mia non cascarci, non fare figli. Prima il lavoro, poi il resto". Io finora ho ubbidito. Le loro parole però oggi creano imbarazzo», l'ex campionessa di sci di fondo Manuela Di Centa, per il fatto di non avere avuto figli, ha ottenuto l'annullamento del suo primo matrimonio: «Nessuna vergogna, non li volevo e basta.». Natalia Strozzi, attrice, imprenditrice e discendente della Monna Lisa, cita la «settimana di 70 ore» della Maier: «Nella mia vita, ora, non c'è spazio per un terzo lavoro ». E anche per chi di lavoro ne ha uno («ma totalizzante»), come l'avvocato Giulia Bongiorno, a volte la scelta si impone: «Professione o figli. Io ho scelto la prima. Vergogna no, non scherziamo». Anche Tiziana Maiolo è stata molte cose ma non mamma: «Insegnante, giornalista. Moglie. Mi sono anche divertita. Un mattino mi sono chiesta: "E i figli"? Il mio inconscio aveva lavorato per me».

Viviamo in un’epoca in cui in teoria si è liberi di esprimere la nostra indole eppure mi sento ugualmente vincolata: “non è facile spiegare serenamente di non volere figli perché suscita riprovazione, chi ha coraggio di farlo è considerato un deviato dal proprio ambiente. Ci si mette di mezzo anche lo Stato il quale teorizza l’idea di un certo tipo di famiglia come modo per difendere il nostro nazionalismo, mentre il capitalismo incoraggia le persone a spendere un sacco di soldi, perché fare figli significa creare nuovi consumatori, che hanno bisogno di case più grandi, di macchine più grandi. Non ignoriamo il fatto che il bambino costa un occhio. È tra gli acquisti più costosi che il consumatore medio possa fare nel corso della vita. In ambito monetario costa più di una macchina di lusso all’ultima moda, di una crociera intorno al mondo, di un bilocale a Parigi. Viviamo in una società di formiche, in cui lavorare e fare figli modella l’orizzonte ultimo della condizione umana. Se il lavoro è l’oppio dei popoli, i figli ne sarebbero la consolazione? Una società in cui la vita debba essere limitata a guadagnarsi il pane e a riprodursi è una società senza futuro, perché priva di sogni. Il filosofo Kojève diceva che “l’animale si definisce per il fatto di esaurire le sue possibilità esistenziali nella procreazione”. Oggi molti genitori non sono lontani dall’animalità.”
Ci si immagina una famiglia simile a quella della Mulino bianco, (chi vuole divertirsi un po’ suggerisco di andare a vedere su you tube gli spot della Mulino bianco dal 1990 in poi, consiglio anche di procurarsi un pacchetto di fazzoletti), questa pubblicità, e molte altre, descrive una famiglia irreale: troppo perfetta e troppo felice. La verità è che la perfezione non esiste.
“Nelle grandi città una coppia su due divorzia o si separa, sono separazioni che riguardano soprattutto le coppie giovani. Un numero sempre più elevato si separa quando i bambini sono ancora piccoli: statisticamente è intorno al quarto anno dalla nascita del primo figlio, o poco dopo quello del secondo.
La maggior parte degli omicidi e degli atti di pedofilia avviene nell’ambito famigliare, un dato che fa riflettere. Le relazioni genitori-figli non sono uno scherzo. Non sono fatte solo di amore, ma anche di odio, risentimento, gelosia, ovvero di sentimenti di cui non si parlano. Un altro dato di fatto che spesso viene occultato o negato è la differenza di retribuzione tra uomini e donne che continua ad essere in media il 27%. Diventare madre vuol dire insomma perdere soldi. Il tempo che la madre trascorre con i figli non lo passa a lavorare. Le donne perdono in media da 100.000 a 150.000 euro sull’insieme della loro carriera per crescere i figli. La maternità è poi spesso sinonimo di lavoro part time, senza prospettive di carriera, e senza speranza di ottenere promozioni, contrariamente alla donna, quando gli uomini diventano padri, la loro attività professionale aumenta ed essi s’impegnano maggiormente sul lavoro. Alcuni studi mostrano che gli uomini dotati di brillanti carriere sono spesso padri di famiglia stracarichi di figli, mentre le donne di maggiore successo spesso non ne hanno. Non ci sono dubbi: i figli sono un acceleratore di carriera per gli uni, una palla al piede per le altre.” La vera uguaglianza tra i sessi è probabilmente una chimera (ma questo è un altro discorso che affronterò nei prossimi post).
Rabbrividisco al solo pensiero che il bambino rappresenta per molta gente l’anello mancante tra l’umano e l’infinito, non vedo il nesso e non ne vedo gli esiti, specialmente ai giorni d’oggi. Tra le tante convinzioni spesso ci si dimentica che il figlio non è né un dovere né una necessità. E’ una possibilità. Ci sono svariati motivi per cui una ragazza od una donna decida di non avere figli, è naturale non procreare, fa parte della natura, succede anche per gli animali come per i vegetali, nulla al mondo può e deve metterci mano, la natura di una donna deve seguire il suo corso e non deve essere intralciata dalle convinzioni o desideri altrui. È così complicato accettarlo?


∞ S.J.∞
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sabato 9 agosto 2008

In punta di piedi




Circa 9000 anni fa nacquero le prime scarpe, ed oggi, per mia somma disgrazia, la calzatura è divenuta un oggetto feticcio. Ogni popolazione ha ideato il proprio modello di calzatura, in base alle condizioni climatiche e sociali, ma alcuni prototipi sono, a mio avviso, pressoché discutibili per la loro evidente inefficienza.
Mi saltano in mente le scarpe di loto, per un periodo hanno avuto il loro piedistallo, le quali rendeva la deambulazione delle donne ancora più difficile, infatti in Oriente esisteva il mito del piede di loto d’oro, ossia il piede di donna che non era più lungo di quindici centimetri, a questo scopo i piedi delle bambine venivano fasciati ogni volta più stretti. Una donna cinese poteva vedere i suoi piedi solo durante il bagno o durante l’atto sessuale col marito: i preliminari infatti consistevano nello sciogliere le fasciature lunghe tre metri.
Non è meno dolorosa però la scarpa col tacco che tanto fa perdere la testa agli occidentali. Esistono migliaia di ragazze che, se potessero, scialacquerebbero un capitale pur di acquistare un’infinità (?) di scarpe, magari con tanto di tacco quindici (maledico Caterina De Medici, poiché è stata lei la prima donna che traballò, per sola vanità, su un paio di scarpe col tacco). Non detesto la scarpa, che sia chiaro, tuttavia reputo assurdo che molte donne si emozionano al pensiero di far scivolare il piede in una scarpa solamente per assumere un "must" da urlo. Pochi sanno però che i primi casi di schizofrenia sono apparsi proprio quando sono state inventate queste calzature: circa mille anni fa. Le prime scarpe con i tacchi sono comparse infatti in Mesopotamia, la stessa area nella quale sono stati osservati i primi pazienti schizoidi dai già allora psichiatri. Quando camminiamo con i piedi ben piantati per terra, secondo gli epigoni della teoria in questione, i movimenti del piede stimolano i recettori delle nostre estremità aumentando l'attività delle cellule cerebrali, sollevando il tallone, invece, i recettori vengono stimolati di meno e tutto ciò provoca una variazione nella produzione interna di dopamina (sostanza nota agli psichiatri per avere un ruolo chiave nell'insorgenza della schizofrenia) ma sono persuasa dal fatto che tutto questo bel discorso poco importa a più della metà delle donne poiché preferirebbero spendere altri ciclopici cifre dallo psichiatra piuttosto che rinunciare alle suddette scarpe. Addirittura esistono dei veri pezzi unici, come le scarpette rosse di Judy Garland ne “Il mago di Oz” che in un’asta del 1988 sono state vendute a 165 mila dollari.
La scarpa ha indubbiamente una lunga ed interessante storia, probabilmente è per tale motivo che influenza in forma radicale i presupposti naturali, propri dell’ essere uomano. Non sentite mai l’insopprimibile desiderio di abbandonare queste maledette babbucce e camminare finalmente a piedi nudi? Non preferite percepire le terminazioni corporee attraverso le quali interagiscono col mondo?
Io assolutamente sì.
Noto, giorno per giorno, di essere una scalzista, una gimnopodista, una barefooter o qualsivoglia terminologia, ma ammetto di non avere il coraggio sufficiente di mostrarmi per quella che sono realmente, poiché faccio parte di quella larga cerchia di persone condizionata dalla pedagogica razionalità sociale.
So bene che dobbiamo proteggerci dal contatto diretto con il suolo per evitare scorie taglienti e mantenere il calore in inverno, in realtà questi sono gli unici motivi validi per cui indossiamo le scarpe, ma pochi sono a conoscenza del fatto che camminare scalzi è più igienico che farlo indossando delle scarpe. Provate ad immaginare la quantità di batteri e germi che proliferano nel chiuso di una scarpa!
Insomma se “naturale è bello” perché non posso gironzolare a piedi nudi con disinvoltura?
So anche che è inutile parlarne in un blog perciò in punta di piedi mi disperdo per la mia via, intenta a non svegliare l’acume della gente.

∞ S.J.∞
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lunedì 4 agosto 2008

Donne che corrono con i lupi


Ogni albero ha, sottoterra, una versione primaria di se stesso.

Sotto la terra l'albero custodisce "un albero nascosto",

ancorato a radiaci vitali

che attingono incessantemente ad acque invisibili.

Da queste radici, l'anima nascosta dell'albero spinge l'energia verso l'alto,

così che la sua vera e più audace e sapiente natura sbocci in superficie.

Così, anche, la vita di un donna.

Come un albero,

qualunque sia la sua condizione

al di sopra del terreno,

smagliante o sofferente...

sottoterra vive "una donna nascosta"

che accudisce la scintilla d'oro,

l'energia luminosa,

la fonte di spiritualità che mai si spegne.

°°°

Clarissa Pinkola Estés

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lunedì 28 luglio 2008

Frase celebre


“Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”

Albert Einstein.La teoria della relatività, il modello di universo di Albert Einstein:
Se ciò che è al di là del Mondo fa sempre parte del Mondo, allora esso non può essere limitato senza che si abbia un paradosso.
Non è così per la stupidità umana invece. Considerando che le persone intelligenti sono una minoranza anch’esse largiscono i momenti di stupidità.
La storia ci insegna che la causa principale di tutti i madornali errori compiuti dagli umani non sono dovuti solo dalla malvagità, dalla vanagloria e dalla sete di potere, ma esclusivamente dalla stupidità.
D’altronde i più grandi filosofi hanno sostenuto che il cammino dell’umanità non è che un tormentato pellegrinaggio di stupidità verso il progresso e la civiltà.

∞ S.J.∞
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mercoledì 23 luglio 2008

SENTiRSi LEGATA



Mi sento legata, ma questa volta non provo il desiderio di fuggire.
le corde mi stringono e difficilmente si spezzeranno, ma non fanno male.
Ogni singola filaccia è ben robusta e rigida, sarà perché la commettitura è inimitabile …

A volte mi sento un pesce fuor d’acqua, boccheggio, ma non mi lascio andare!
Nel frattempo penso se “ i sogni sono desideri, con un velo di tristezza”,
rimugino ad occhi aperti perché presto tornerà la visione... e sarà già un sogno realizzato, senza quel velo Maya! Boccheggio perché so bene che il riflesso del sole sulla sabbia non è acqua, non mi faccio ingannare.
Tutto questo non è un miraggio.


Riprenderò a nuotare, giacché “non passerà molta acqua sotto i ponti”…
∞ S.J.∞
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lunedì 21 luglio 2008

Il mondo che mi circonda




Non esiste un'unica concezione del mondo accettabile per tutti, curioso fatto considerando che di mondi terrestri ne esiste uno solo, ognuno di noi lo vede con occhi differenti.

Ecco com’è il mondo che mi circonda:

- Vivo in una nazione sempre più in degrado, la quale strappa con veemenza qualsiasi prospettiva per il futuro degli italiani, cerco quindi di non sprofondare nella melma e di rimanere sempre a testa alta.


- Sono assediata ogni giorno di più dai protagonisti di Pirandello, ma raramente incontro Belluca. Vedo coppie infelici che procreano inevitabilmente figli insoddisfatti, incontro donne che sfornano bambini per ipocrisia, ovvero affrontano una gravidanza per il solo scopo di salvare un matrimonio mancato fin dall’inizio, oppure ascolto ragazze e ragazzi che sognano di avere un figlio simile a "ciccio bello": un pargoletto che ride, piange, rutta, piscia e caga, ma che non crescerà mai…

- Vedo bambini bacchettare e mandare a quel paese i propri genitori. Sento adolescenti chiamarsi “Emo”: ragazzi tristi, sofferenti ed orgogliosi nel tagliarsi le vene. Adocchio ventenni tenere in mano un diploma od una laurea con gli occhi smarriti. Scorgo trentenni e quarantenni disperati, affranti e delusi della propria vita, della propria famiglia e della propria carriera. Guardo cinquantenni e sessantenni malinconici, avviliti e stanchi. Avvisto a malapena settantenni ed ottantenni, sempre e costantemente segregati in casa, ancora più raro è conoscere novantenni, la maggior parte ormai ammalata.
Utopia pura è incontrare un centenario.

- Noto che ogni cosa inizia e prima o poi finisce, come la vita in sé d'altronde, se si nasce si deve anche morire , perciò è palese che tutto non può essere per sempre, è visibilmente attestato che l’infinito per noi comuni mortali (escluso forse per i numeri) non esiste.

Provoco se affermo che tutto prima o poi scomparirà sotto i nostri occhi?
Certo è indubbiamente più rassicurante illuderci dicendo che ogni cosa, persona o sentimento (come ad esempio il tanto ricercato e sospirato amore) perdurerà ad ogni inimmaginabile fenomeno e sconfiggerà impulsivamente qualsiasi legge temporale.
Siamo tutti dei sognatori dunque?


∞ S.J.∞
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martedì 8 luglio 2008

Ascolto le onde


Il riflesso della luna sulle onde del mare illumina i miei pensieri più profondi. Inspiro ad occhi chiusi il profumo d’estate e il vento di velluto mi solletica la nuca.
Il mare irrompe violentemente contro lo scoglio su cui sono seduta, le onde
si ribellano,
si infrangono,
scivolano sulla battigia esasperandola quanto più possibile,
si fanno assorbire un po’ dalla roccia e sconfitte
si ritirano
rientrando nel mare più deboli di prima.
Che importa se sono le sconfinate onde delle maree o quelle furiose delle navi veloci?
Che importa se sono portate da una brezza leggera o scosse da un vento corposo?

Onde, sono semplicemente onde.


La sigaretta strozzata tra le mie dita si rianima nella mia bocca
ed io riapro gli occhi, tutto è come prima, la luna è ancora lì, di fronte a me, chiara quanto mai.


∞ S.J.∞
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