giovedì 7 ottobre 2021

Io sono io, e basta



Ciao, 

come ti senti oggi? Con il morbo di Alzheimer tutto sotto controllo?

Scusa, è un altro di quei stupidi presentimenti, spero di sbagliarmi ancora.

Io sono io, e basta. 

Sono qui per raccontare, invento storie per te, cara vecchia signora, e non m’importa se non ho talento, non m’importa se le mie parole non si trovano in un libro, non m’importa proprio.

Questi racconti sono pezzi d’anima, esistono per il  semplice bisogno di provare emozioni. La scrittura taglia la cima che mi tiene ancorata a una vita troppo terrena, troppo poco seducente. Scrivere è come farsi trascinare dalle onde del mare, e mi piace. Così stanno le cose, io scrivo e tu leggi, dunque spero di non diventare cieca in futuro



T’immagino con le lenti degli occhiali un po’ più spesse di queste, intenta a leggere e ricordare allo stesso momento. Scommetto desideri ritornare indietro nel tempo e rivivere di nuovo questo istante,  per riappropriarti di questo corpo energico e tonico, per sentire ancora una volta  l’entusiasmo che provo nel scriverti. 

Che emozioni provi mentre mi leggi? Stai piangendo? Una scorza dura come me potrebbe ammorbidirsi negli anni? É stupido, ma vorrei tanto chattare con te per descriverti qualche mio aneddoto, sono certa che te li sarai dimenticati tutti. Chissà come scrivi poi. Probabilmente ti esprimi meglio di me, forse avrai il potere di catturare subito l’attenzione, le tue parole  sapranno raggiungermi come un elegante gatto dall’andatura lenta ma decisa, dallo sguardo provocante e apparentemente disinteressato, e come un gatto le tue parole sapranno inaspettatamente sfiorare in una morbida carezza lasciando addosso piccoli piacevoli brividi, o chissà, forse sapranno invece graffiare e lasciare un segno provvisorio che però al momento fa male e infastidisce. 

Dovrei smetterla con questa  storia, di me e di te, cioè che poi io sono io, e basta. É patetico. Sono patetica vero?


Stammi bene.

1 commento:

Ernest ha detto...

ciò che mi hai fatto venire in mente è che non bisogna mai smettere di scrivere e di scriversi. Prendersi un momento per mandarsi una cartolina per chiederci come stiamo, senza sentire il bisogno di rispondere.
A presto.