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giovedì 15 aprile 2010

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.


Tradita più volte e in più modi, è come essere inspiegabilmente travolti da uno schiaffo di uno sconosciuto; ti rialzi disorientata , ti carezzi la parte dolorante, guardi indietro, ti rigiri e incassi un prepotente cazzotto, ricadi ... e così via, fino a quando non ti ricordi più dove dovevi andare.
Che storia! Sconcertante e sconclusionata.


Nella mia babilonia ho capito bene che perdonare è come firmare un armistizio forzato, si diventa presto dei fasulli, poiché diventa automaticamente consueto scimmiottare inesorabilmente i propri sentimenti e i propri ideali. In realtà non c’è nulla da capire dalla vita, è già tutto fin troppo chiaro, in questo quieto vivere si è soli tra un branco di aulici satanisti.
Nel mio modo di vedere il perdono esiste solamente quando non si ha veramente qualcuno o qualcosa da perdere, altrimenti perché perdonare? Perché accantonare e dimenticare?
Il tradimento non merita l’indulgenza, altrimenti non ha senso, come non ha senso essere immancabilmente raggirati. Per tale motivo provo disprezzo verso me stessa, non ho ancora cancellato l’idrofobia verso colui il quale mi ha pugnalata più e più volte.
Perdonare no, ma amare quanto odiare è possibile invece. Nescio.
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venerdì 13 marzo 2009

Angelica



Lei è nata per amarmi,
per me darebbe la sua vita se fosse necessario.
Penetra con l’animo ermafrodito e accarezza le mie incertezze.
Solo lei riesce a bilanciare il mio squilibrio e rendere dolce qualsiasi amarezza.
Parla con gli occhi e li chiude solo quando abbisogno di silenzio.
Io l'amo.
Nel suo abbraccio mi cingo stretta e prego nella mia assoluzione,
scongiuro di rendere infinito quell’istante
quanto di morire tra le sue braccia e non risvegliarmi più.


Sono parole, sono solo parole.
Sono palpiti impalpabili.
Sono io che scrivo "Lei non esiste".


∞ S.J.∞


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martedì 11 novembre 2008

Pensieri fugaci e rivelazioni criptiche




Mi sono sentita:
Viva
Libera
Realizzata

Ecco perché devo:
Fuggire
Sparire
Trasgredire

Adesso ho l’esigenza di:
Urlare
Umiliare
Picchiare

La gente qui m'annoia.
Il mio ventre sta esplodendo.
Mi sto smembrando dentro.

Mi ami e io ti odio.
Mi odi e io ti odio.

Annebbio gli occhi
flashback
ritorno in Galleria Borghese:
Vorrei essere bella come Proserpina e ridere mentre Plutone mi rapisce.
Vorrei essere Dafne e sentire la linfa scorrermi dentro.
Vorrei essere Enea e fuggire mentre quella Troia brucia.

Abbandono la scena retrospettiva e ritorna la nitidezza (o il miraggio?)

Chiunque deve eccellere e sentirsi migliore.
Il suono di questa triste musica prevale sulle mie parole appena scritte
sottolineando la mia continua incapacità nelle cose.

Vaffanculo Darwin.
Vaffanculo Wallace.
Vaffanculo Mendel.
Vaffanculo Bateson.
Vaffanculo chi si sente superiore a me, quindi vaffanculo tutti.

Fottiti anedonia
tu mi disturbi.
Mi sento sfinire.
Questa malattia mi sta divorando lentamente.

Sono un canarino da abbattere
ormai sono inutile per l’allevamento.

Leggi e non capisci? Allora sei sano e salvo.
Io ho sempre saputo e anche la patologia continua a sapere.
Rileggo e capisco bene.


Hey lettore, come vuoi che concluda questo post?
Cosa ti aspetti da questo sfogo?
Attendi un bel finale?


Vaffanculo e smettila di leggere tra le righe
impara ad ascoltare le parole


capirai che io sono l’ultima nota.
∞ S.J.∞



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