Oggi è primavera e il mio blog compie un anno.
Il ventun marzo duemilaotto germogliò nella blogsfera un nuovo e grazioso web-log di colore rosa (è il mio colore preferito), forse molti non lo sanno ma su di esso baluginava un altro titolo e soprattutto non esigeva l’avvertenza sul contenuto.
Incanutendo un po’ i colori e incorporando un altro tipo di stelo voilà ce qui s'est passé!
Ricordo ancora uno spiacevole avvenimento che portò acredine tra me e questo blog, arrivai addirittura al punto di sfiorare col dito indice il pulsante “eliminarlo PER SEMPRE?”, ma fui riflessiva e non feci nulla di sconsiderato a parte continuare a scrivere più di prima.
Ringrazio perciò tutti i lettori i quali visitano jessicaracconta.blogspot.com e continuano costantemente a supportarmi/sopportarmi. Merci!
E ok, ammetto di manifestare prevalentemente ira, questo perché impugno una rabbia che nella realtà non posso mostrare (gli sfoghi torvi e imprevidenti non portano nulla di buono a questa morigerata umanità) ed ecco che cerco di esprimere tutta l'emozione del momento tramite la musica, i colori, le foto di donne, i post e le citazioni. Ogni aspetto quindi mi caratterizza appieno, nulla è posto a caso e tutto è steso con estrema sincerità.
In ogni forma presente nel blog esiste il doppio, il triplo o anche il quadruplo senso, questo perché, a mio avviso, bisogna cercare di vedere le cose e le persone da più punti di vista.
Personalmente snido dai miei post l’ultima interpretazione possibile, perché è così, sono sempre alla fine delle cose, sono l’ultima nota, l’ultima a capire, l’ultima ad uscirne e l’ultima a morire… sono alla fine.
