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martedì 31 marzo 2009

Un infinito


Non riesco a dormire.
Ho capito una realtà oggettiva, un imperativo di cui non tollera eccezioni, un dato di fatto imprescindibile.
L’ho capito oggi, questa notte, adesso,
seppur da sempre ciarlava proprio sotto il naso.


Esiste un infinito infinito.
Sì, l’infinito esiste.
L’infinito è in ognuno di noi, nella nostra infinita ignoranza,
nonchè nasciamo e cresciamo insieme ad essa.

C’è chi potrebbe controbattere affermando che l’ignoranza umana cesserà di esistere solo alla definitiva estinzione della nostra specie, ma in realtà tale inettitudine continuerà a permeare vistosamente nel pianeta, per sempre.

Allorché
il mondo avrà fine e sopraggiungerà lo sterminio di ogni essere vivente l’ignoranza umana proseguirà ugualmente la sua sussistenza, rendendosi ancora più forte.
L’ignoranza è il nostro vero Dio.

∞ S.J.∞
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lunedì 2 marzo 2009

La verità obiettiva




Il bambino chiama "verità" mamma, e mentre per il cattolico la verità è la confessione per il dubbioso è la morte.
Io non saprei come chiamarla, ma so che la verità c'è quando piangi in silenzio o quando ti acciuffi violentemente i capelli sotto la doccia, quando realizzi di averla sempre percepita oppure quando senti il tuo respiro ansimare.

Ho capito anche che


La verità prima ti ferisce e poi ti guarisce, cambia il giudizio delle persone e le persone stesse, ti spoglia e ti lascia pudica, ti sfinisce e poi ti finisce.
La verità nient’altro che la verità porta alla giustizia personale, la verità nel suo complesso è una sola, non induce sempre a concretizzare, non può essere sempre confessata, ritorna se l’abbandoni e giunge nel momento più irrazionale.

la verità è una siringa che ti penetra nella pelle ma non sai se dovrà iniettare o prelevare.
La verità è il flashback dei sentimenti, è semplice ma complessa da accettare, è lesta e stazionaria, ma soprattutto, la verità è l'obiettivo della mia vita.
∞ S.J.∞
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sabato 24 gennaio 2009

A te che non leggi, ma ascolti, assaggi e sfiori



Va’ poi a spiegarglielo al mondo là fuori che non sono diversa, che non m'interessa ottenere, ma scambiare, non m'interessano i confini, ma gli orizzonti. Il movimento è l’unica linfa che mi fa sentire viva. Il dominio che cerco non è una smania di protagonismo, ma una parte della mia intimità. Gli altri, che pure mi amano, poveretti, che male mi hanno fatto per dover subire la mia voglia di essere?






Con te, e solo con te, viene a galla la mia baldanza, perciò taccio ancora.
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lunedì 21 luglio 2008

Il mondo che mi circonda




Non esiste un'unica concezione del mondo accettabile per tutti, curioso fatto considerando che di mondi terrestri ne esiste uno solo, ognuno di noi lo vede con occhi differenti.

Ecco com’è il mondo che mi circonda:

- Vivo in una nazione sempre più in degrado, la quale strappa con veemenza qualsiasi prospettiva per il futuro degli italiani, cerco quindi di non sprofondare nella melma e di rimanere sempre a testa alta.


- Sono assediata ogni giorno di più dai protagonisti di Pirandello, ma raramente incontro Belluca. Vedo coppie infelici che procreano inevitabilmente figli insoddisfatti, incontro donne che sfornano bambini per ipocrisia, ovvero affrontano una gravidanza per il solo scopo di salvare un matrimonio mancato fin dall’inizio, oppure ascolto ragazze e ragazzi che sognano di avere un figlio simile a "ciccio bello": un pargoletto che ride, piange, rutta, piscia e caga, ma che non crescerà mai…

- Vedo bambini bacchettare e mandare a quel paese i propri genitori. Sento adolescenti chiamarsi “Emo”: ragazzi tristi, sofferenti ed orgogliosi nel tagliarsi le vene. Adocchio ventenni tenere in mano un diploma od una laurea con gli occhi smarriti. Scorgo trentenni e quarantenni disperati, affranti e delusi della propria vita, della propria famiglia e della propria carriera. Guardo cinquantenni e sessantenni malinconici, avviliti e stanchi. Avvisto a malapena settantenni ed ottantenni, sempre e costantemente segregati in casa, ancora più raro è conoscere novantenni, la maggior parte ormai ammalata.
Utopia pura è incontrare un centenario.

- Noto che ogni cosa inizia e prima o poi finisce, come la vita in sé d'altronde, se si nasce si deve anche morire , perciò è palese che tutto non può essere per sempre, è visibilmente attestato che l’infinito per noi comuni mortali (escluso forse per i numeri) non esiste.

Provoco se affermo che tutto prima o poi scomparirà sotto i nostri occhi?
Certo è indubbiamente più rassicurante illuderci dicendo che ogni cosa, persona o sentimento (come ad esempio il tanto ricercato e sospirato amore) perdurerà ad ogni inimmaginabile fenomeno e sconfiggerà impulsivamente qualsiasi legge temporale.
Siamo tutti dei sognatori dunque?


∞ S.J.∞
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