Logorando in una miscellanea di pensieri riconosco alcune illusioni ottiche, perdendo l’orientamento percepisco il mio itinerario, ma sono al momento sensazioni invisibili, inudibili, intoccabili. Giuste o sbagliate che siano persuadono a smuovermi inconsciamente. Cambio con la consapevolezza di dover cambiare ancora e colgo la paura e l’eccitazione della movenza. La volubilità pedala nella mia cocuzza trascinandosi i pesanti arti, almeno non scompaio dal set, è dir poco stupefacente. Sono assuefatta da valori morali eppure ho paura di perdere il controllo e nausearmi dalle mie paranoie. Ok Quotidianità, svegliami pure e rassicurami, cerco la serenità e la lucidità, spiegami le allucinazioni che sto provando, ma non dirmi che quelle carezze derivavano dalle mie mani, dimmi invece che l'effetto finirà.
S’approda il buio e all’improvviso ingoio un’aria greve insieme ad un debole lamentio.
Alzo la testa dal cuscino e siedo spontaneamente sul posto, le gambe sono stese e intirizzite, talmente rigide da provare una fitta lancinante al polpaccio sinistro, stringo i denti, chino la tesa e afferro la parte dolente con fervore, mentre il crampo sale proporzionandosi al dolore.
“Dio chemmale! “
Sento i filamenti del muscolo strapparsi uno ad uno, come fili d’acciaio scoppiettare dal gambo di metallo, ora posso solo inabissare il mio viso sudato e terminare in istrida acute.
Ora silenziosa.
Ora oscura.
Ora inquietosa.
M’accorgo di non esser sola.
Convulso adesso è il mio cuore, buia è la mia mente, pesante è il mio corpo, sono istanti di panico che tolgono il fiato.
Ora caotica.
Ora terribile.
Ora angosciosa.
Fiato. Fiato. Fiato.
Attimo fuggente mi sussurra ancora il suo respiro, era lui!
Respiro anch'io, poiché tutto m’abbandona.
Ora silenziosa.
Ora chiara.
Ora triste.
Stanca di dormire scivolo via, lontana da lui, raggiungendoti finalmente.
A braccia conserte alzo lo sguardo e ti parlo a bocca chiusa.
Migliaia di kilometri ci dividono, eppure io, da qui giù, ti vedo chiaramente.
La mia pelle cerea si raffredda e le mie labbra sanguinano per te.
Odo ticchettare i secondi e dietro di loro nulla più riesce a passare.
Tocca a me ora non riuscire a trovare l'aggettivo giusto per descrivere il mio stato d’animo. Come si chiama quella sensazione in cui senti quel groviglio al petto che rende immediatamente arida la gola e ti costringere a deglutire più volte, ma sei troppo concentrato a non singhiozzare per lo sforzo immane ed inconscio nel trattenere l’aria nei polmoni, il quale ti costringe a lottare anche contro quel bruciore agli occhi sempre più madidi? Inspiegabile emozione. La notte non può tradire l’alba, e così siamo noi, siamo il giorno e la notte... ma troppo diversi perché stiano insieme a lungo. A volte penso di non sapere altro che creare buio nelle tue splendide giornate, solamente perché sono troppo sbagliata per te e così continuo a sbagliare, continuo ad essere incompresa e continuo a sperare che presto riuscirai a capire i perché.
E sempre inspiegabilmente continuo ad amarti ogni giorno di più.
Mi sento legata, ma questa volta non provo il desiderio di fuggire. le corde mi stringono e difficilmente si spezzeranno, ma non fanno male. Ogni singola filaccia è ben robusta e rigida, sarà perché la commettitura è inimitabile …
A volte mi sento un pesce fuor d’acqua, boccheggio, ma non mi lascio andare! Nel frattempo penso se “ i sogni sono desideri, con un velo di tristezza”, rimugino ad occhi aperti perché presto tornerà la visione... e sarà già un sogno realizzato, senza quel velo Maya! Boccheggio perché so bene che il riflesso del sole sulla sabbia non è acqua, non mi faccio ingannare.
Tutto questo non è un miraggio.
Riprenderò a nuotare, giacché “non passerà molta acqua sotto i ponti”…
Deluso, avvilito e disperato, un artista senza alcun dubbio colto e con un senso di spiccata umanità, decise di suicidarsi, ma prima operò un capolavoro artistico ineguagliabile il quale indusse, ed induce tutt’oggi, a riflettere seriamente sulla Vita.
“Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?” è questa l’opera sensazionale di Gauguin, con queste tre domande ci si può arrovellare il cervello a volontà ed invano trovare almeno una risposta soddisfacente.
Secondo il mio punto di vista il fulcro degli enigmi irrisolvibili è proprio la vita.
Questa vita misteriosa offre mille sfaccettature, nessuna di esse è ben definita perciò sono affidate alle nostre inesperte manine. Modellare a nostro piacimento il proprio percorso non è così semplice: esistono gli imprevisti, esiste anche la serendipità.
Non vi è mai capitato di trovare anche solo per errore una cosa o, ancor meglio, qualcuno di estremamente stupefacente senza averla cercata?
Occorre certamente fortuna per imbattersi nella serendipità, ma per godersela bisogna avere la mente ben aperta e soprattutto avere molto coraggio.
Fino a pochi giorni fa immaginavo la mia vita come le famose scale di Escher ovvero paragonata ad un percorso circolare fatto di scalini, apparentemente normali, ma in realtà è un percorso sempre in discesa o sempre in salita, lungo una scala impossibile. Ora invece mi accorgo che la vita non è poi così ripetitiva e scontata.
Mi salta in mente una celebre citazione di Joseph Henry: “ I semi di una grande scoperta sono costantemente presenti nell’aria che ci circonda, ma essi cadono e fanno radici soltanto nelle menti preparate a riceverli ”.
Insomma oggi ho pensato a questo: non voglio che la mia esistenza sia come il quadro di Gauguin, certo sono nata e dovrò prima o poi morire, ma nel bel mezzo del mio ipotetico quadro desidero una vita più colorata, più vivace, più calda, valorizzata da una storia più eccitante.
So che tutto dipenderà da me e dal fato, perlappunto è proprio quest'ultimo che mi spaventa.
C'è un fatto il quale continua a ronzarmi per la mente e che contraddice tutto quello che ho scritto fin'ora: se in questo istante avessi il potere di impostare la mia vita circoscrivendola semplicemente in un quadro saprei perfettamente come dipingerla, ma starei immobile ad osservare la tela spoglia e a fantasticare, andando però oltre la realtà o peggio al di là delle mie concrete possibilità.
Confido nella serendipità.
Io sono quella che ama bere buon vino rosso o prosecco per sentirsi meglio. Mi affascinano i nomi e cognomi insoliti, come quello della talentuosa scrittrice Hanya Yanagihara. Credo nel metodo scientifico. Devo sforzarmi di scrivere per mettere in ordine le idee. Purtroppo scrivo poco.