Mi sento sola, mi sento sola nell’immensità indifferente dell’universo da cui sono emersa per caso, e non per caso asserisco che il mio dovere, il mio vivere e il mio destino non sono sicuramente scritti in una qualche opera fondamentale. Ecco il motivo per cui so di essere niente in questo enigmatico cosmo e niente sarò per qualcuno il quale potrebbe rappresentare il mio cosmo.
E sono anche consapevole che il mio essere niente non ha gusto in questo brodo biotico. Tuttavia sogno, sogno ancora. Sogno una nuova era geologica e biologica nella storia della terra, in cui la parola “utopia” non esiste e soprattutto non esistono gli avverbi di negazione per poter finalmente affermare: “l’infinito esiste!”.
Temo che la vera ingiustizia di noi umani sia poter sognare un infinito inconquistabile.
∞ S.J.∞
