venerdì 20 febbraio 2009

L'odio non è un numero primo


-->
.......
Guardami!
Sono misantropo.
Uccidimi!
Perché vi disprezzo.
Dovete andare tutti all’inferno,
mi fate ribrezzo,
seguite il mio consiglio fraterno:
basta fottere!
Siete tutti degli idioti,
sapete promettere?
Apparite del tutto vuoti,
vi mostrate stupidi esserini insulsi che chiedono attenzione,
dovete immancabilmente e costantemente sentirvi importanti,
ma siete solo degli ipocriti che comprano la propria redenzione…
poveri, insignificanti, inutili, deperiti, sporchi protestanti!


Creatura smarrita che implora aiuto
imprechi e blateri contro i compagni?
Chiedi scusa e sarai il benvenuto,
otterrai compiacimenti e guadagni!



Stronzo! Dovresti essere il primo a morire.
Sciocco, la tua vita è appesa a un filo
le tue parole sanno solo impoverire,
sei patetico, mi disgusti in ogni tuo profilo.



Povera anima, il tuo cuore è leso e ammalato, posso comprenderti e aiutarti, anche tu sei stato schernito e pugnalato, ma io non voglio ferirti né molestarti.


Uccidimi oppure vi massacrerò in pochi secondi.
Sono stanco di vedere le vostre insignificanti facce.
Portate tutti l’aureola al collo, siete degli iracondi,
mi date noia e nausea, siete solo fastidiose erbacce.




Chiudi gli occhi creatura immonda…
osserva e ammira…
l’idrofobia adesso passerà sponda…
Addio brutta ira.

-->
∞ S.J.∞

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giovedì 12 febbraio 2009

Cotolette sbrisolone

Prendete delle striscioline di manzo e, dopo averle tagliate a pezzi piccolissimi, tagliatele ancora più finemente, otto o nove volte.

(Edward Lear)




Alcuni processi hanno un punto d'arrivo naturale.

Un tempo gli scienziati si chiedevano che cosa sarebbe successo se si fosse tagliato, per esempio, l'oro in pezzi sempre più fini.
Non era lecito pensare che si potesse tagliare a metà anche il più piccolo frammento d'oro e ottenere una particella ancora più piccola? A quel processo ha posto fine l'atomo.
Il più piccolo frammento d'oro è un nucleo composto da settantanove protoni e un numero poco più grande di neutroni, accompagnati da uno sciame di settantanove elettroni.

Se si "seziona" l'oro oltre il livello del singolo atomo, quello che si ottiene, qualunque cosa sia, non è più oro. L'atomo "pone fine" in maniera naturale al processo tipo cotoletta sbrisolona.
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venerdì 6 febbraio 2009

La coscienza di una donna




Ho un difetto di coscienza.
Ma tu lo sai mamma che qualche volta una briciola di coscienza si risveglia anche in me?

Sento il mio cuore emettere più rumore quando mi accarezzi e piangi in silenzio.

La mia mente è attiva in un cervello che non sembra conservarsi bene.

Ma tu lo sai che non sono un cervello ma una donna viva.
Anch'io lo so.

Tu lo sai che non ho una vita,
ma ne ho due, vero mamma?
Ho una vita emotiva e una vegetativa.
Per tale ragione, anch’io come te, sono una donna che attende,
che aspetta solo la sua seconda morte.

∞ S.J.∞


(Dedicata a E.E.)
Non ho paura della morte ma del dolore.
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sabato 24 gennaio 2009

A te che non leggi, ma ascolti, assaggi e sfiori



Va’ poi a spiegarglielo al mondo là fuori che non sono diversa, che non m'interessa ottenere, ma scambiare, non m'interessano i confini, ma gli orizzonti. Il movimento è l’unica linfa che mi fa sentire viva. Il dominio che cerco non è una smania di protagonismo, ma una parte della mia intimità. Gli altri, che pure mi amano, poveretti, che male mi hanno fatto per dover subire la mia voglia di essere?






Con te, e solo con te, viene a galla la mia baldanza, perciò taccio ancora.
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giovedì 22 gennaio 2009

Nel mezzo del cammin di mia vita




Siamo cresciuti nel nostro passato e nella nostra tradizione,
ci siamo fatti condizionare dalle nostre abitudini, dagli ambienti e dagli schemi di vita,
siamo superbia, tristezza, gioia, godimento…
ognuno ha ben salda una sua opinione, un suo pensiero,
una sua paura,
temiamo di perdere qualcosa o qualcuno di prezioso,
così ci attacchiamo ad essi e in essi ci determiniamo.
Ci identifichiamo quindi con la casa, la famiglia, il lavoro, gli ideali,
ma quanti sono disposti a distaccarsi da tutto
e conoscere il proprio pensiero?
Perché una volta compresi
cesserà il tempo
e il pensiero, tramite un processo psicologico, crea il tempo,
il tempo, poi, appura e configura il nostro pensiero.
Perché è la nostra mente che ci guida
ed è una mente che sa anche creare vere illusioni
che sa ingabbiarci.



devo ancora capire che cosa significhi veramente vivere
come faccio quindi a sapere che cos’è la morte?
Abbiamo relegato entrambi in compartimenti stagni,
ma allora perché vivo e ho l’impressione di morire?
Si dice che la morte arriva dopo la vita
eppure lei, la morte, è ancora qui, la sento presente
ora.
Una mente imprigionata,
la quale separa la vita dalla morte da spazi immensi,
come può comprendere?
Comprendere è libertà.
Come potremmo mai vivere liberi
se ognuno di noi è identificato?
O sei eterosessuale o sei gay.
O sei intelligente o sei ignorante.
O sei sposata o sei zitella.
O sei papà o sei nessuno.
O sei imprenditrice o sei sguattera.
O sei ottuso o sei acuto.
Esistiamo per mezzo di un’identificazione:
dobbiamo avere una proprietà, un nome, una famiglia, uno scopo…
dobbiamo essere tutto ciò che siamo stati e vogliamo essere.
Siamo ciò con cui ci siamo identificati.
È di questo che siamo fatti
e senza di questo non siamo niente.
Desideriamo che il nostro riconoscimento viva all’infinito
ma io non credo nell’infinito
e non m’interessa la tua identità.
Tu mi piaci nuda,
mi piace quello che nascondi e non quello che fai vedere.
Mi affascina il naturel,
Sarebbe meraviglioso scoprire insieme la tua piena natura.
Il non conosciuto è immensamente più grande del conosciuto.
Il conosciuto non è altro che il nostro pianeta
nell’universo sconosciuto.
La verità invece è diversa, è strana,
ma più la inseguo e più mi sfugge.
Non potrò mai afferrarla in nessun modo
e non potrò mai imprigionarla con me,
perché lei, la verità, è libera.
Dovrei accettarlo
e lasciarla perdere,
dovrei camminare da sola e alla cieca.
Ma in questo modo
la conoscenza, l’esperienza e la memoria
non potranno mai offrire alcun conforto.
E io adesso vivo in una solitudine completa e incontaminata
che non è né vita né morte.
∞ S.J.∞
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martedì 20 gennaio 2009

Ultimi respiri tossici


Tutto fila liscio

Precipito Voglio
nel esagerare
vuoto ancora
senza con
infastidire la
il chimica
caos per
e ammorbidire
sfumo nel
a tuo
rilento abbraccio
poichè materno
affondo cosicchè
nei io
cuscini possa
dei dedicarti
tuoi l'ultimo
seni battito
i del
quali mio
coartano cuore
l'ultima mentre
lacrima il
a miasma
scolorire guarda
il esalare
rosso l'ultimo
dei dei
miei miei
sogni respiri

∞ S.J.∞

Sogno e Respiro
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venerdì 9 gennaio 2009

La sua libertà di movimento riesce a fomentarmi



(...) In questi giorni potrà pure sembrare, ma in realtà non la desidero.
 è stuzzicante, ma non è Vera, lei invece, lei sì che sa affondare.
Lei è così ammaliante e scandalosa, sa dissuadermi e spazientirmi, sa bendarmi male per permettermi di intravedere il suo bacino ondeggiarmi vicino.


Sfoggio il peggio di me e tocco il fondo, eppure lei, ancora lei mi fa sentire attraente.
Solo lei ed io; e foggio l’estasi toccando il cielo.

∞ S.J.∞
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martedì 30 dicembre 2008

Voce del verbo Svanire


Nella mia mente echeggia l’inno Divenire di Ludovico Einaudi e finalmente la tessitura sonora mi avvolge teneramente.
Solo la melodia percepisce la gravità del momento, intuisce i miei pensieri più sbagliati, ma sa che il duemilaotto è stato l’anno più brutto della mia vita e conosce bene chi ha sbrindellato la mia anima, perciò lei, la musica, è l’unica a capire perché provo solo odio, perché desidero far parte dell’unico infinito in cui credo (in niente, nulla). Non riesco a non pensare alle macerie della mia vita e non ricordare tutte quelle belle persone oramai svelate delle brutte bestie.
La rivelazione di pochi minuti fa mi ha stordita, vorrei sentirmi ancora più sola e concludere questo feeling con la depressione in un solo atto estremo.
Sono riuscita ad aprire la porta, ho iniziato a vedere chiaro, ho visto più di una persona a me familiare avvinghiata con uno sconosciuto, certe drogarsi e rubare, alcune morire e altre invece allontanarsi dall’uscio. Basta così, chiudo la porta a tutti e rimango in silenzio ad ascoltare il cuore che mi pulsa pesante. Ora so quanto faccia male la verità, questo dolore è insopportabile, mi fa sentire fragile, indifesa e infelice. Non ne posso più, mi sento sempre più stanca, mi sento morire.

∞ S.J.∞




che Dio ha bisogno degli uomini;
che ogni volta che l’uomo fa del male, Dio trattiene il respiro;
che non c’è male che non possa essere consolato;
che ognuno di noi è qui per completare e complicare l’affresco;
che la poesia è canto e racconto;
che le donne sono l’apice della creazione, la rugiada dell’altissimo;
che ti sei occupato di questo strano dono che abbiamo avuto in sorte: la vita;
che, dopo averti letto, non si guardano più le persone con distrazione ma come scrigni di un mistero, depositari di un destino immenso;
che l’arte si deve interessare alla vita;
che la vita è molto di più di quanto possiamo capire, per questo resiste;
che nessuno è troppo strano per essere capito;
che ognuno di noi è unico, e fa la differenza;
che si può parlare degli altri quando parliamo di noi;
che cosa ci rende felici;
che cosa amiamo e odiamo davvero;
che noi tutti siamo qui per il sì di una donna;
che siamo in crisi del duro desiderio di durare;
che ci hai reso possibile vivere in un mondo più grande;
che ci hai reso il mondo meno estraneo e nemico;
che ogni persona è l’eroe della propria storia, anche se i suoi giorni o le sue notti non appaiono eccezionali a nessuno;
che i fatti del mondo non sono la fine della questione;
che in poesia si usa lo stesso amore e lo stesso numero di parole per descrivere gli ordini angelici e il gesto di un sarto che con poca luce introduce il filo nella cruna di un ago;
che si può dare del tu all’ignoto;
che il paradiso è colmo dell’accecante bellezza del verbo essere;
che la vita è destino e viaggio, conoscenza e amore;
che qualcuno non distoglie mai lo sguardo da noi, perchè ci ama;
che la bellezza nasce terribilmente;
che l’arte è un dono…….”

"Lettera a Dante"
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sabato 27 dicembre 2008

"Sei deliziosa"


Le persone,
le persone lottano,
forse anche inconsciamente,
ma lottano per l’esistenza.
Dio,
del bambin Gesù,
probabilmente per te esiste,
ma ti guarderà da lontano
e ti lascerà sbagliare
e ti lascerà soffrire
e ti lascerà comunque fare.
Ti lascerà in compagnia
di alcune persone,
ma le persone mentono.
È tua madre?
È la tua ragazza?
È il tuo collega?
È il tuo amico?
È l’anziano per la strada?
È tuo nonno?
È il tuo vicino di casa?
È il tuo angelo custode?
È tuo figlio?
In verità ti dico
che è la tua caduta!
Ti avranno guardato con lo stesso sguardo di sempre
Avranno utilizzato lo stesso tono di voce di sempre
Avranno speso le stesse parole di sempre
nel frattempo
Avranno mentito come sempre.
Credi ancora a ciò che non esiste?
Per anni possono dirti ti amo,
ma ascoltali bene:
Osserva i gesti
Origlia il respiro
Fissa lo sguardo
Termometra l’ipertermia
Riesci a individuare la falsità?
Ad esempio:
L’Amore
è il sentimento che afferra l’amante
e lo fa soffrire
delirare
Esso è tormento
e dramma nella ricerca dell’amato
è desiderio di ciò che non si ha
desiderio del bene e del bello.
Platone non era scemo.
E allora:
Le persone ti sorridono
ma poi
Le persone ti accarezzAno
ti coccolAno
ti baciAno
ti pregustAno
ti inculAno
ti ringraziAno
ti pagAno
ti usAno
ti odiAno
ti gabbAno.
Puoi essere seducente
Puoi essere favorito
Puoi essere sapiente
Puoi essere assoluto
ma sarai sempre
e assolutamente
raggirato.
Tu
pensi di essere l’eccezione?
Non so cosa dovrai fare
ma dovrai realizzarlo da solo.
Non so quando dovrai farlo
ma dovrai iniziare da solo.
Non so perché lo dovrai fare
ma dovrai amarti da solo.
Le persone
sono
tutte
cannibali,
hanno
solo
fame
di te.

∞ S.J.∞


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venerdì 19 dicembre 2008

Il sonno


In questo momento desidero effondere nel brulicame della schiuma e fermentare nel suo liquido, tutto quello che vorrei ora è sciogliermi nel sapore di questo dolce alcol.
Il gelo proviene dalla musica, avverto la malinconia penetrarmi dentro, sento i pizzicati dei violini piovermi addosso come lacrime.
Stringo le gambe al petto, tanto da farmi male le braccia, sola, nel buio più nero, senza uno spazio e un tempo ben definito... mi dondolo per tutta la durata dell’infinito:
“Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca
Sono stanca

Sono stanca”.

∞ S.J.∞


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lunedì 15 dicembre 2008

Pensieri fugaci e rivelazioni criptiche – il momento prima


Se scuotessi rabbiosamente la capoccia
sentirei shakerare il veleno negli orecchi,
perderei sicuramente l’equilibrio,
eppure
senza far nulla
già mi gira la testa.
Dovrei censurarmi.
Dovrei zittire la mia ira
e lasciarmi derubare dalla tua imbecillità.
Rapini la nostra serenità per un’unica aspirazione
la libertà artefatta!
Mi stai facendo odiare il mondo
e le persone che vi dimorano.
Odio la tua ignoranza,
odio la tua disonestà,
odio le tue panzane,
odio la tua immaturità,
odio qualsiasi tuo vocabolo.
Ho desiderato la tua esistenza
e t’ho avuto senza alcuno sforzo,
ma non immaginavo che tu potessi respirare dai miei polmoni.
Hai accoltellato tua madre e tuo padre
ed ecco arrivare anche la mia ora.
Tempo fa dovevo tacere,
ma non sapevo che
i
desideri
sono
debitori
di
fantasie
inappagabili.




Io continuerò a fiatare
e tu continuerai a pugnalare
con il nostro respiro in gola.

Tra pochi minuti tu rinnegherai la verità
mentre io te la spiattellerò addosso più e più volte
finché cederai.

E cederai!


∞S.J.∞
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mercoledì 3 dicembre 2008

Superbia: va dove ti porta il vanto


Nel corso degli anni ho avuto la sfortuna di conoscere alcune persone superbe, penso che sia capitato a chiunque, anche ai superbi stessi.
Questi individui continuano costantemente a ipervalutare le proprie capacità e a pretendere riconoscimenti alla propria persona anche quando non ne hanno i meriti. Trovo penoso prevaricare per affermare l’identità, sembrerebbe quasi un supplizio alla buona coscienza, ma di mondo interiore questi supereroi non ne hanno nemmeno la metà di una misera briciola. Il superbo tiene alla sua unicità quanto, ad esempio, Paris Hilton tiene alla propria notorietà ed entrambi prostituirebbero addirittura il proprio buon senso pur di decantare l’egemonia sui comuni mortali, è disgustoso, anzi, sono disgustosi. Le stesse persone poi, hanno la presunzione e la convinzione di saper ammettere i propri errori, quando, invece, è solamente un altro miserabile inganno per elogiare le proprie povere qualità.
Elias Canetti scrisse bene: “Gli uomini più tremendi? Quelli che sanno tutto e ci credono”. Questi uomini (inteso come genere umano), non curanti dei propri orrori, s’impegnano solamente a cercare con estrema pignoleria gli errori degli altri. Parlano senza orecchi e si convincono di saper ascoltare, ma almeno hanno belle mani per puntare il dito lontano da se stessi.
Ecco tutto, ho solo descritto il peggior difetto di cui una persona potrebbe vestirsi o meglio, ho solo descritto il peggior vizio capitale.


Le mie ferite sono più profonde delle mie speranze.
∞S.J.∞.
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giovedì 27 novembre 2008

Sangue e pole dance


e scendo lentamente dal palo
e inginocchio sul grezzo asfalto,
e il mio braccio teso non lascia la presa,
e a ritmo di musica apro
e richiudo violentemente le ginocchia
e disegno arcobaleni di sangue.


Ora guardami!!!

Guarda il ventre piatto
sudare della mia eccitazione.

Guarda il mio sesso infuocato
sbattere bestialmente contro l’asse.

Guarda!
la mia lingua scivolare lungo la sbarra
le mie dita affondare nei miei seni
il mio sguardo schiaffeggiare il tuo astio.

Avvicino il mio ginocchio alle tue labbra
e sento il tuo respiro bruciarmi le ferite.

guardami!
questo è il mio corpo
questo è il mio sangue
il sangue dell’alleanza
bevilo tutto.

incunea la tua lingua biforcuta nei tagli,
dissetati del mio peccato
ubriacati del mio elisir
infiammati del mio liquore
poiché è di una morte sola
di cui dovrai morire.

∞ S.J.∞
Post scriptum: questo post è il seguito del dialogo "Sangue e paprika" PER VISUALZZARE LA VERSIONE INTEGRALE DEL MEDESIMO POST CLICCA QUI!!!!

venerdì 21 novembre 2008

Sangue e paprika





∞ S.J.∞:

“Ti avevo degustato lentamente a occhi chiusi
assaggiando anche il tuo sangue al gusto di paprika.
Il desiderio e l’eccitazione ti avevano imburrato del mio sapore
e tu mi spingevi a oltrepassare i limiti della decenza
per goderti sempre più dentro.
Il mio gelido corpo si era intinto nel tuo sudore
sciogliendosi insieme alle tue lacrime color latte.
Quando la tua puerilità mi aveva inebriata e saziata abbastanza
per me potevi anche morire.”

Ω S.Y.Ω:

“Se solo me lo avessi chiesto sarei morto per te,
per te sarei morto almeno trecento volte
e ogni volta avrei sorriso;
mi sarei ucciso dimenticando per sempre chi sono,
ma non avrei mai dimenticato te;
odio così tanto questo uomo che vorrei morisse,
vorrei che spirasse davanti al tuo impietoso sguardo,
vorrei che morisse guardandoti negli occhi,
e donandoti per sempre quella sua vita che
mai più gli apparterrà e che mai gli è appartenuta,
vorrei baciarti mentre sto cadendo nel fango immobile
vorrei amarti mentre sto morendo,
china la tua testa su un lato, chiudi la bocca
voglio vedere un ultimo dolce sguardo di bimba
sfiorare le tue labbra senza asciugare l’abbraccio,
ti vorrei così bella e così genuina da uccidermi,
non vorrei più avere occhi per poterli dare a te
voglio solo morire di te e per te
voglio solo morire per il tuo gusto di odiarmi
morirò per la tua indifferenza;
e sei così bella che potresti anche non esserlo,
ormai hai reciso i miei polsi e il mio sangue
è l’elisir d’amore che ho scritto per te,
le mie ultime parole sono i barlumi
che ho affrontato per il tuo cuore;
ormai non ho più parole
e oggi per te
non ho più lacrime da poter piangere,
le ho piante tutte le mie lacrime per te
le ho piante immaginando i tuoi capelli,
ho toccato i tuoi capelli senza nulla dirti,
per te sono libero dalla vita
per te ho imprigionato i miei movimenti.
Quanto ti ho amata? Non lo so!
Ti ho amata
l’ho detto troppe volte,
oggi sono già morto almeno tremila volte
soltanto per te.
Sei bellissima bambina!”




... to be continued
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martedì 11 novembre 2008

Pensieri fugaci e rivelazioni criptiche




Mi sono sentita:
Viva
Libera
Realizzata

Ecco perché devo:
Fuggire
Sparire
Trasgredire

Adesso ho l’esigenza di:
Urlare
Umiliare
Picchiare

La gente qui m'annoia.
Il mio ventre sta esplodendo.
Mi sto smembrando dentro.

Mi ami e io ti odio.
Mi odi e io ti odio.

Annebbio gli occhi
flashback
ritorno in Galleria Borghese:
Vorrei essere bella come Proserpina e ridere mentre Plutone mi rapisce.
Vorrei essere Dafne e sentire la linfa scorrermi dentro.
Vorrei essere Enea e fuggire mentre quella Troia brucia.

Abbandono la scena retrospettiva e ritorna la nitidezza (o il miraggio?)

Chiunque deve eccellere e sentirsi migliore.
Il suono di questa triste musica prevale sulle mie parole appena scritte
sottolineando la mia continua incapacità nelle cose.

Vaffanculo Darwin.
Vaffanculo Wallace.
Vaffanculo Mendel.
Vaffanculo Bateson.
Vaffanculo chi si sente superiore a me, quindi vaffanculo tutti.

Fottiti anedonia
tu mi disturbi.
Mi sento sfinire.
Questa malattia mi sta divorando lentamente.

Sono un canarino da abbattere
ormai sono inutile per l’allevamento.

Leggi e non capisci? Allora sei sano e salvo.
Io ho sempre saputo e anche la patologia continua a sapere.
Rileggo e capisco bene.


Hey lettore, come vuoi che concluda questo post?
Cosa ti aspetti da questo sfogo?
Attendi un bel finale?


Vaffanculo e smettila di leggere tra le righe
impara ad ascoltare le parole


capirai che io sono l’ultima nota.
∞ S.J.∞



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lunedì 27 ottobre 2008

Voyeur et voyeuse


A voce fioca e spettrale continuo a ripetermi: ”overwhelming, overwhelming, overwhelming…”! La mente si ostina a lavorare alacremente su questa parola, sarà per il suono, sarà per il significato, sarà.
- Overwhelming sono avvenimenti i quali si presentano improvvisamente nella tua vita, sono inaspettate e travolgenti, sono talmente più grandi di te che ti sommergono all’improvviso, sei impotente dinanzi ad esse, perdi la direzione e la cognizione, ma poi, in qualche modo, ce la fai sempre a risalire su e con più forza di prima! Le onde violente sono pericolose, ma l’adrenalina del momento oltrepassa qualsiasi allarme e prosegue a pari passo con l’imprudenza.
Sarà perché a giorni m'immergerò in qualcosa d'immenso, ma io, sì proprio io, avrò la presunzione di cavalcarle quelle onde, solamente per urlare a squarciagola.
Forse annegherò o magari ne uscirò naufraga, poco importa, desidero solo provare quell’ebbrezza.

Desidero solo saggiare l’eccitazione di sporcare la mia innocenza per mozzare il fiato, pugnalare l’autocontrollo per sparare dritto e strangolare i timori per dare aria alla libertà. Ammetto di essere sempre stata un po’ voyeuse, dopotutto pochi non lo sono realmente, tu ad esempio, tu un po’ lo sei! Questa mia esperienza sarà diversa, in questo scenario io sarò la protagonista e tu il guardone.







∞ S.J.∞
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sabato 25 ottobre 2008

Il sogno dei perdigiorno


L’eterno era sfinito quanto lei e ora entrambi mi abbandonano lasciandomi l’odore fresco di morte.
Spossata, inasprisco il dolore all’epiglottide e medito sulla mia specie anziché al mondo animale.
- La società che conosco non è immunizzata dalla derealizzazione dell'esistenza, (wohlverdient!) poiché essa si presenta troppo superba. Questo mio voler sapere a fondo e quanto più se ne può sapere, questa quintessenza appunto, è solo tempo morto. Nessuno è esonerato a camminare sul nulla, inutile quindi ostentare di una tranquilla fruizione della felicità terrena. Il saggio tempo e la glabra esperienza invadono troppo le buie cerchie delle movenze individuali e svelano la pudica inconsistenza.
Gli eventi, le conferme e le accentuazioni iperboliche si dissolveranno prima o poi in ognuno di noi nella quotidianità dei rituali, non so nemmeno perché sto qui a scrivere.

Addio Lilly
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giovedì 9 ottobre 2008

Una proposizione vera che corrisponde ad un fatto vero

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La verità si nasconde ed io vorrei evitare di spingere all’estremo il mio pensiero perché gradirei avvicinarmi a lei quel tanto che basta per odorare la sua essenza e lasciarmi disorientare dinanzi a tanta ragion pura. Lo so! Sono permeata dal dogmatismo e sono fatta di carne, quindi né la geometria né la teologia ne possono nulla. Sia chiaro! Non rintraccio il sincretismo, non cerco la giusta via e non inseguo la sapienza spirituale, io non cerco per l’appunto, io desidero, desidero la verità assoluta.
Bramo sapere quanta falsità adombra la mia limitata conoscenza, solo la verità può rischiarirmi. Lei esiste, oh sì, non serve cercare, perché è presente ovunque, ma si mimetizza, si maschera, si camuffa, si dissimula, si confonde con l’ambiente… io lo so, lo so perché a volte riesco a scorgere una sua parte, niente e nessuno è perfetto, nemmeno lei lo è, è solo assoluta ed io la voglio tutta.
∞ S.J.∞


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martedì 7 ottobre 2008

Bisogna lavorarci su per farsi pigri




Oramai vespe e mosconi deliziano a punzecchiare il mio corpo già liso dai vermi ingordi, nemmeno il demonio mi accoglierebbe nel suo caldo inferno. Grazie però a due ricerche americane potrei giustificarmi dicendo che è tutta colpa del DNA, perciò è una questione di sfortuna, e l’ignavia non può essere peccato.
È lapalissiano dire che l’attività fisica faccia bene, ma io non ne voglio più sapere, e poi il disturbo da deficienza motivazionale non è una malattia grave, non nuoce la salute, anzi, schivo l’obesità poiché la pigrizia m'impedisce addirittura di accendere la tv. E poi “il sonno più lungo è una buona terapia per evitare i chili di troppo”, parole riportate dall'agenzia Ansa, e sì, secondo una ricerca canadese, pubblicata sulla rivista Sleep, chi dorme cinque-sei ore ha una buona probabilità di ingrassare anno dopo anno, guadagnando fino a cinque chili in più (in un periodo di sei anni) di un soggetto che ronfa per sette-otto ore a notte.
Ok, ok la smetto, sto fuorviando, ma non ho mica voglia di andare in palestra questa sera!
Terrò la mia deficienza e… mi catapulterò sul mio divano in camera mia.

-->
∞ S.J.∞

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mercoledì 1 ottobre 2008

Escrementizio



Un solo granello di feci di topo può rovinare un'intera padella di riso così come un pezzo di merda può rovinare un'intera famiglia.
È un po’ come mordere una bellissima mela e trovarci dentro del marcio, ti lascia l’amaro in bocca e un buco allo stomaco.
Questo è il tipico giorno (vi risparmio la descrizione della giornataccia) in cui mi domando se malviventi si nasce, pensandoci bene potrei essere contagiata anch’io da tutto questo marciume e non rendermene ancora conto.
Mi guardo allo specchio e rifletto la paura di diventare come lui, oltretutto abbiamo lo stesso patrimonio genetico, non sono certo una ragazza modello, ho tatuaggi, piercing, sposo ideali fuori dal comune, fumo e in passato ho commesso anch’io delle piccole scempiaggini, ma nulla di serio… almeno la mia fedina penale è pulita, il mio Curriculum Vitae è già corredato da diverse formazioni scolastiche ed esperienze lavorative e inoltre non ho nessuna brutta nomea.
Perché, al di là di tutto, rifletto questa immagine? Perché non sono quella tipica ragazza la quale “indossa i mocassini”, concentrata interamente al proprio futuro, all’Università, alla famiglia, al lavoro, alla casa ecc… ?
Perché non sono i grandi progetti che mi rendono felice e importante? Perché non chiedo niente alle persone e a me stessa? Perché non mando a fanculo questa mia battaglia e scappo via come faccio di solito?
...Andrò al cinema sabato sera, guarderò “Riflessi di paura”, così eviterò di guardarmi ancora allo specchio e riflettere.
∞ S.J.∞
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martedì 30 settembre 2008

Il crine di cavallo sta per rompersi

Sono inghirlandata dallo sfarzo, ma so bene che non è concesso sciabordare nell’avvenente.
La compiutezza non può permanere, perciò questa calma mi allerta, c’è qualcosa dentro che mi contesta.
Questo è un equilibrio instabile, potrei presto cadere su una lama tagliente.
Non c’è nulla da prevedere, tutto è ancora da farsi, eppure un intuito mi guasta la festa.
Che fare se non conosco il contendente?
Guardinga nascondo lo sguardo mentre la tregua gocciola tintinnando sulla mia testa.
∞ S.J.∞
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giovedì 25 settembre 2008

Bad Trip



Logorando in una miscellanea di pensieri riconosco alcune illusioni ottiche, perdendo l’orientamento percepisco il mio itinerario, ma sono al momento sensazioni invisibili, inudibili, intoccabili. Giuste o sbagliate che siano persuadono a smuovermi inconsciamente. Cambio con la consapevolezza di dover cambiare ancora e colgo la paura e l’eccitazione della movenza. La volubilità pedala nella mia cocuzza trascinandosi i pesanti arti, almeno non scompaio dal set, è dir poco stupefacente. Sono assuefatta da valori morali eppure ho paura di perdere il controllo e nausearmi dalle mie paranoie. Ok Quotidianità, svegliami pure e rassicurami, cerco la serenità e la lucidità, spiegami le allucinazioni che sto provando, ma non dirmi che quelle carezze derivavano dalle mie mani, dimmi invece che l'effetto finirà.
∞ S.J.∞
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venerdì 19 settembre 2008

Ottobre, il mese della fragranza

La stagione sta cambiando e non è l’unica a farlo.
Gli alberi cambiano sfumature e sfoltiscono la chioma, un po' anch’io, scurisco il colore dei capelli e modifico il taglio. Finalmente la gente incomincia a cinguettare di meno, poiché si appresta ad altro, e così ritrovo più spazio libero per me stessa. Ormai è una settimana che non respiro più quell’aria soffocante, sì, adesso l’atmosfera è sicuramente più malandrina, si diverte a punzecchiarmi il naso facendolo diventare sempre più paonazzo. Cambiano anche i gusti, sìssìsssì, i sapori diventano più ardenti e più sostanziosi. Stupendo è anche riprendere a bere, lo so che non fa bene, ma quanto bello è ingerire un’enorme quantità di cioccolata calda? Se subito dopo si ha la possibilità di infilarsi in quel bozzolo di pile e lasciarsi coccolare dalla sua morbidezza, penso sia il massimo del relax. Non vedo l’ora che arrivi Ottobre, è l’unico mese in cui riesco a percepire mille odori diversi, non apposta mi lascia sempre quella sua scia seducente che m’induce a chiudere gli occhi e ingollarla con avidità. E poi, ogni anno Ottobre mi regala qualcosa, quanto vorrei poter assaporare quella meravigliosa fragranza che da troppi mesi si fa desiderare, ecco, spero proprio che questo Ottobre riesca a sorprendermi, basterebbe leggermi nel pensiero.
∞S.J.∞
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martedì 16 settembre 2008

Domenica 14 Settembre 2008 ORE 04:57



S’approda il buio e all’improvviso ingoio un’aria greve insieme ad un debole lamentio.
Alzo la testa dal cuscino e siedo spontaneamente sul posto, le gambe sono stese e intirizzite, talmente rigide da provare una fitta lancinante al polpaccio sinistro, stringo i denti, chino la tesa e afferro la parte dolente con fervore, mentre il crampo sale proporzionandosi al dolore.
“Dio chemmale! “
Sento i filamenti del muscolo strapparsi uno ad uno, come fili d’acciaio scoppiettare dal gambo di metallo, ora posso solo inabissare il mio viso sudato e terminare in istrida acute. 
Ora silenziosa.
Ora oscura.
Ora inquietosa.
M’accorgo di non esser sola.
Convulso adesso è il mio cuore, buia è la mia mente, pesante è il mio corpo, sono istanti di panico che tolgono il fiato.
Ora caotica.
Ora terribile.
Ora angosciosa.
Fiato. Fiato. Fiato.
Attimo fuggente mi sussurra ancora il suo respiro, era lui!
Respiro anch'io, poiché tutto m’abbandona.
Ora silenziosa.
Ora chiara.
Ora triste.
Stanca di dormire scivolo via, lontana da lui, raggiungendoti finalmente.
A braccia conserte alzo lo sguardo e ti parlo a bocca chiusa.
Migliaia di kilometri ci dividono, eppure io, da qui giù, ti vedo chiaramente.
La mia pelle cerea si raffredda e le mie labbra sanguinano per te.
Odo ticchettare i secondi e dietro di loro nulla più riesce a passare.
Ora piango.

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∞S.J.∞
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venerdì 12 settembre 2008

Sberleffo

La mano ipocrita,
la mano irrefrenabile,
la mano maleducata,
la mano impudente,
la mano gelosa,
la mano prepotente,
la mano ingannatrice.
È riuscita a toccarmi.
È affusolata
pulita
curata.
Le piace
sfiorarmi e
rabbrividirmi.
Senza alcun preavviso fonda
le sue unghie nella mia pelle e la
sbrindella con veemenza e decisione.
Sono unghie affilate con pazienza, sanno
bene come granire il dolore.
Fa male!
Stringo gli occhi
e mordo le labbra
per non urlare,
non fiato poiché
ho peccato.
∞S.J.∞
P.S.= Poesia del corpo
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mercoledì 10 settembre 2008

Urlo fino a vomitare e poi arriva lei...


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Mente:

“Impara a giudicare te stessa prima che lo facciano gli altri ed esponiti solamente agli udenti e ai vedenti altrimenti non capirebbero che:

Non sei una puledra da addomesticare,
Non sei una puttana da scopare,
Non sei un sacco da picchiare,
Non sei un oggetto da buttare,
Non sei una pazza da curare,
Non sei un fiore da calpestare.


Ricorda bene, solo dopo aver superato l’esame di coscienza potrai diventare il Dottore della parola."

S.J.:

“E se fossi io sorda e cieca? come potrei mai imparare?”

Mente:

“Ascoltami!”

S.J.:

“Dimmi!”

Mente:

:)

S.J.:

“Dannazione perché sorridi?”

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∞S.J.∞


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lunedì 8 settembre 2008

Sono stata… adesso vorrei diventare...



Sono stata una fioraia, ricordo con quanta passione curavo l'anemone, il narciso, il giglio e soprattutto il mio fiore preferito: la rosa rosa.
Sono stata una postina, ricordo quanto era faticoso timbrare una ad una tutta quella pila di carte ed inserirle nella fava giusta.
Sono stata una veterinaria, ricordo l’amore con cui accudivo quindici bellissimi gatti, mi assicuravo che avessero sempre acqua e cibo a sufficienza, li spazzolavo e curavo qualsiasi loro piccola ferita.
Sono stata una fatina, chiudendo le mani a pugno potevo volare per km e km, con la mia bacchetta magica invece, potevo dar vita a qualsiasi oggetto.
Sono stata anche una principessa, ero bellissima, avevo una piccola corona sulla testa, un ampio vestito ed un affascinante principe azzurro impegnato a combattere mille battaglie per liberarmi dall’uomo nero.

Ora sono cambiata :)

Adesso vorrei diventare una tennista, per essere imprevedibile ed abile a variare qualsiasi colpo.
Vorrei diventare una cantante, usare la mia voce come strumento per entrare facilmente nei cuori delle persone.
Vorrei essere un clown, per donare alla gente tanta felicità e spensieratezza guadagnandoci indimenticabili sorrisi.
In fine vorrei diventare una maratoneta, per affrontare strade senza ostacoli ed avere la resistenza necessaria per correre ininterrottamente verso quel premio tanto ambito.


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∞S.J.∞

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venerdì 5 settembre 2008

SOLAmente perchè...


Tocca a me ora non riuscire a trovare l'aggettivo giusto per descrivere il mio stato d’animo.
Come si chiama quella sensazione in cui senti quel groviglio al petto che rende immediatamente arida la gola e ti costringere a deglutire più volte, ma sei troppo concentrato a non singhiozzare per lo sforzo immane ed inconscio nel trattenere l’aria nei polmoni, il quale ti costringe a lottare anche contro quel bruciore agli occhi sempre più madidi?
Inspiegabile emozione.
La notte non può tradire l’alba, e così siamo noi, siamo il giorno e la notte... ma troppo diversi perché stiano insieme a lungo. A volte penso di non sapere altro che creare buio nelle tue splendide giornate, solamente perché sono troppo sbagliata per te e così continuo a sbagliare, continuo ad essere incompresa e continuo a sperare che presto riuscirai a capire i perché.
E sempre inspiegabilmente continuo ad amarti ogni giorno di più.
∞ S.J.∞
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Cosa? La mente mi mente?


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Tu, cosetta rosa, con la materia grigia e bianca, sì proprio tu!
Stai facendo perdere la testa a non poche persone e di fronte a tutto questo sembri impalpabile, lo dico seria Mente!
Fai mente locale, quante volte hai deviato la realtà delle cose?
Pensi che sia divertente?
Sii coscienziosa una volta per sempre!
Sincera Mente, ora dimmi, non vedi che stai scompigliando il mondo?
Ti vorrei diversa Mente, ma sei una perversa e mi scervelli... continua Mente!
Non pensare, presto anch’io ti farò uscire di testa.
∞S.J.∞





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giovedì 4 settembre 2008

Io sto bene, grazie



Quella donna spesso senza volto, priva del clitoride, delle piccole e delle grandi labbra, con la vulva e la bocca cucita, senza rossetto, senza diritti, senza dignità, poiché considerata meno di una capra.

Quella mamma che urla al cielo per riavere la sua anima, morta insieme al proprio figlio, ora senza muro e senza futuro.

Quel vegetale immobile sul letto di un ospedale da ormai troppi anni, a osservare bene, il respiratore a cui è attaccato sembra più vivo di lui.

Quella ragazzina, con gli occhi bassi e le nocche coperte dalle maniche, intoccabile per alcuni (ma non per altri) poiché il proprio corpo racconta dolori penetranti.

Quel bambino con l’addome gonfio e con gli occhi spenti, che riesce a prevedere il suo futuro osservando i propri genitori morire lentamente di fame.

Sono alcune persone le quali oserebbero dire senza vergogna che il mondo fa schifo.


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∞ S.J.∞

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mercoledì 3 settembre 2008

Mi scrivo da sola


Molta gente sostiene che è già tutto scritto.
È scritto che nacqui in una grande città dalla quale fui presto allontanata?
È scritto anche che in seguito, faticai molto a integrarmi in un piccolo paesino regredito, in cui conobbi con nonchalance l’abbandono?
È addirittura scritto che vissi una scomoda adolescenza, concentrata interamente allo sport e alla scuola?
È scritto che fui tradita dal presunto uomo della mia vita?
È scritto anche che incontrai la serendipità? Una persona speciale con la quale sognare ad occhi aperti e poi richiuderli per sempre?
Potrei per cortesia dare una sbirciatina se è già tutto romanzato ?
Sinceramente non mi va proprio che sia tutto destinato, ce la faccio benissimo da sola a scrivere la mia vita, mi affido volentieri a me stessa e al caso.
Trovo più corretto che sia io a scrivermi.

∞S.J.∞

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martedì 2 settembre 2008

RIFLETTO, in tutta la sua polisemia



Se mi specchiassi negli occhi delle persone, scoprirei di padroneggiare svariate identità, se adesso mi riflettessi nei tuoi occhi, rimarrei sconcertata e ferita da tanta ripugnanza, ma quegli occhi umidi hanno assorbito di me solo una luce artificiale.
Io nemmeno vedo, sono accecata dalla rabbia e la mia voce affoga lentamente nelle lacrime.
È stato un abbaglio?


Sono stanca di questa metamorfosi, sono senza pelle ormai.
Desidero fuggire dall' occhio ametrope, scappare da questo maniaco mondo che troppe volte mi ha piegata, uscire dalla mia mente e dal mio corpo per smettere di sognare ed illudere.
L’amore, il sogno, la speranza non sempre fanno bene, poiché tutto un po’ si consuma e si rischia a sua volta di rimanere logorati da essi.


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lunedì 1 settembre 2008

Infinito sfinito



Infinito amore?
Infinito silenzio, e profondissima quiete?
Infinito viaggiare?
Il filo dell’infinito?
Universo infinito?
L’infinito della gioia?
Infinita stupidità?
Spazio infinito?
Problema infinito?
Infinita speranza?
Numero infinito?
Iterare all’infinito?
Persona infinita?
Il dono infinito?
Verso l’infinito e oltre?
Mutuo infinito?
Infinito presente?
Cubo infinito?
Cielo infinito?
Infinito potenziale?
Infinito attuale?
Minuto infinito?

… ho finito!
∞ S.J.∞
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Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste anche voi?

Accarezzo questa tenera gattina tra le mie braccia, ci vorrebbero mani di piuma per riuscire a ciondolarla il meno possibile.
A sua volta il sordo brontolio mi regala tenere coccole e i suoi occhi mezzi addormentati mi trascinano verso la pace dei sensi.
È così piccola, così fragile e così indifesa,  è così simile a me.




Agli occhi di molti sono una tigre pericolosa, eppure lei, la gattina, mi assomiglia parecchio.
Mi sento impotente davanti a una cosa che reputo vitale, innanzi a essa mi sento disarmata, debole e abbattuta, probabilmente perché nessuno potrà spalancarmi la strada o fare da cavia.
Vorrei avere il coraggio di una tigre, mostrare gli artigli, ruggire e scappare via come una furia.
La soluzione è una sola per assomigliare a una belva grintosa: seguire l’istinto senza timori e agire, agire e agire, perché ogni lasciata è persa.  (… quella “tela spoglia” è ancora davanti a me, ma presto riuscirò a posare la punta della matita e tracciare i segni di quel sogno ricorrente...). 

Detto questo... non voglio seguire l'orma di nessuno, la vita è mia, perciò ho il diritto di domarla come piace a me, spero solo di possedere la stessa audacia di una tigre nel momento in cui mi si presenterà la fatidica occasione.


∞ S.J.∞
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